BNY ha affermato che le azioni cinesi e lo yuan cinese (CNY) restano fortemente sotto-posseduti rispetto ai pari dell’Asia-Pacifico (APAC), con le partecipazioni transfrontaliere descritte come molto basse. Ha aggiunto che il CNY è la valuta APAC meno detenuta, sebbene i dati sui flussi non indichino più vendite aggressive, e ha inquadrato la Cina come un mercato su cui è stato effettuato un de-risking su azioni, FX e reddito fisso.
La banca ha inoltre detto che il quadro fondamentale non è ancora del tutto “pulito”, citando la necessità di miglioramenti su dati, utili e attuazione delle politiche. Ciononostante, ha indicato i flussi retail, una base di proprietà e la crescente discussione su stimoli come fattori che potrebbero sostenere un cambiamento nel posizionamento; ha aggiunto che fondamentali in stabilizzazione o un supporto di policy credibile potrebbero innescare una modesta ricostruzione dell’esposizione alla Cina a partire da livelli di proprietà depressi.
Current Positioning and Market Dynamics
Dato che le partecipazioni transfrontaliere sono su livelli molto bassi, vediamo delinearsi un’impostazione interessante. La proprietà estera degli asset cinesi è stata ridotta in modo sistematico, il che significa che il mercato non è più posizionato per ulteriori cattive notizie. Dati recenti mostrano che i deflussi netti dalle azioni onshore via Stock Connect si sono rallentati a soli 2 miliardi di dollari a giugno 2026, un calo significativo rispetto alle vendite pesanti viste all’inizio dell’anno.
Questo diffuso sottopeso implica che qualsiasi catalizzatore positivo potrebbe avere un impatto sproporzionato sullo yuan cinese. Con l’USD/CNY attualmente in area 7,35, riteniamo che l’acquisto di opzioni call CNH a breve scadenza con expiry settembre 2026 sia un modo a basso costo per posizionarsi su una sorpresa di policy. Questa strategia offre un rischio definito, catturando al contempo il potenziale rialzo anche in caso di un modesto miglioramento del sentiment.
Opportunities for Rebound and Policy Catalysts
Vediamo un’opportunità simile sugli indici azionari, che hanno sottoperformato i pari regionali. Il PMI manifatturiero ufficiale dello scorso mese si è attestato a 49,9: pur restando in territorio di contrazione, ha superato le attese e suggerisce che il peggio potrebbe essere alle spalle. Di conseguenza, stiamo valutando l’acquisto di call su ETF sulla Cina large-cap per ottenere un’esposizione con leva a un potenziale rimbalzo alimentato dal dibattito sugli stimoli.
Il punto chiave è che il mercato è prezzato per una delusione protratta, creando un profilo di rischio asimmetrico per nuovi posizionamenti long. Le indiscrezioni su un possibile taglio del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) nel terzo trimestre si fanno sempre più forti e qualsiasi attuazione credibile delle politiche probabilmente costringerebbe gli investitori sotto-investiti a inseguire il mercato al rialzo. Storicamente, periodi simili di pessimismo estremo nel 2016 e a fine 2022 sono stati seguiti da rally rapidi e marcati una volta che il supporto di policy è diventato evidente.
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