Gli economisti di RBC Nathan Janzen e Abbey Xu hanno affermato che la Business Outlook Survey del secondo trimestre della Bank of Canada servirà a misurare come le imprese hanno reagito alle recenti oscillazioni dei prezzi dell’energia, dopo che il West Texas Intermediate era in precedenza scambiato vicino a 100 dollari USA. Le risposte sono state probabilmente raccolte in larga parte a maggio, quando il WTI ha registrato una media di poco inferiore a 100 dollari USA al barile, rispetto a un livello più recente inferiore a 70 dollari USA. L’indagine sarà passata al setaccio per rilevare eventuali ampliamenti delle pressioni inflazionistiche, mentre ci si attende che le aspettative d’inflazione di più lungo periodo restino ancorate vicino al target del 2% della BoC.
La pubblicazione dovrebbe inoltre fare luce su vendite attese, occupazione e intenzioni di investimento delle imprese, dopo il miglioramento di queste misure nel primo trimestre. Separatamente, i dati sul commercio di maggio in uscita martedì sono previsti mostrare un aumento delle esportazioni dello 0,6%, in rallentamento rispetto all’1,6% di aprile, mentre le importazioni dovrebbero calare dello 0,8%. Una crescita più morbida dei prezzi dell’energia a maggio dovrebbe attenuare il saldo commerciale energetico, e spedizioni più deboli di autoveicoli indicano un certo raffreddamento del commercio auto.
Implicazioni dell’ultima indagine della Bank of Canada
Ci concentriamo sulla prossima Business Outlook Survey del secondo trimestre della Bank of Canada. Questo report è cruciale perché fotografa il sentiment di maggio, quando il greggio WTI era scambiato intorno a 98 dollari al barile. Si tratta di un forte contrasto con l’attuale mercato, in cui il petrolio è sceso verso 68 dollari.
La domanda chiave per noi è se quel picco temporaneo del petrolio abbia spinto le imprese ad alzare le previsioni d’inflazione di breve periodo. Pur aspettandoci che le aspettative di più lungo termine restino ancorate intorno al 2%, un tono sorprendentemente “hawkish” da parte delle imprese potrebbe complicare il percorso della Bank of Canada. Con gli ultimi dati sull’inflazione CPI canadese fermi al 2,5%, la banca centrale ha già motivo di essere paziente prima di tagliare i tassi dall’attuale 4,25%.
Strategia e reazione dei mercati al sentiment delle imprese
Questo crea un’opportunità sulle opzioni legate ai futures sui tassi d’interesse canadesi. Il mercato prezza un’elevata probabilità di un taglio dei tassi nel prossimo trimestre, ma un’indagine sulle imprese robusta potrebbe facilmente spostare più avanti quella tempistica. Vediamo valore in posizioni che beneficerebbero di una Bank of Canada che mantenga i tassi invariati più a lungo rispetto a quanto attualmente atteso.
Monitoriamo anche da vicino il dollaro canadese. Se le prospettive delle imprese risultassero più forti del previsto e le scommesse su un taglio dei tassi venissero ridimensionate, il “loonie” dovrebbe rafforzarsi contro il dollaro USA dall’attuale area di 1,37. Pertanto, stiamo valutando call di breve termine sul CAD per capitalizzare un possibile cambio di sentiment.
L’abbiamo già visto, ad esempio durante il crollo dei prezzi del petrolio nel 2014-2015, quando la Bank of Canada reagì con decisione agli shock energetici. I dati sul commercio di maggio di domani saranno un ulteriore elemento, ma riteniamo che l’indagine avrà un impatto maggiore sui mercati. Cercheremo eventuali segnali di debolezza nelle esportazioni che rafforzerebbero la tesi di una banca centrale più prudente.
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