Dati sul lavoro USA più morbidi e un’inflazione in attenuazione hanno ridotto la pressione per un ulteriore irrigidimento della Federal Reserve, lasciando le aspettative di policy più concentrate sulla possibilità che la crescita stia rallentando in modo ordinato. L’attenzione si sposta ora sull’attività nei servizi: i principali test per il percorso dei tassi nel breve termine saranno il Purchasing Managers’ Index (PMI) dei servizi di S&P Global di lunedì e l’ISM Services, insieme a una manciata di interventi di esponenti della Fed.
Il dato debole della scorsa settimana sui non-farm payrolls (NFP) ha aumentato la possibilità che la domanda di lavoro si stia raffreddando dopo una serie di buste paga più robuste, spingendo a una rivalutazione di quanto ancora la Fed possa dover alzare i tassi. Un set di dati sui servizi più soft sosterrebbe l’idea che la Fed non sia propensa a muoversi immediatamente e potrebbe prolungare il recente calo dei rendimenti sulla parte front-end della curva, mentre letture più solide suggerirebbero cautela nel trarre conclusioni da un singolo report NFP debole. Nei mercati emergenti, il posizionamento viene descritto come una rotazione più che una ritirata, con rendimenti USA più elevati che stanno spingendo a una rivalutazione dell’esposizione affollata all’obbligazionario.
Conferma del mercato e dati chiave sui servizi
Riteniamo che il mercato stia ora cercando una conferma dopo il recente sollievo. I dati più deboli sul lavoro di venerdì scorso, con l’economia che ha creato solo 110.000 posti contro i 180.000 attesi, e l’inflazione in raffreddamento hanno ridotto l’urgenza di ulteriori rialzi dei tassi. Ma ora bisogna capire se questo rallentamento sia gestibile o se le aspettative di policy si siano spinte troppo oltre.
Questa settimana, le pubblicazioni più importanti sono il PMI di S&P Global e i report ISM Services. Questi ci aiuteranno a determinare se la debolezza delle buste paga della scorsa settimana si stia riflettendo in un’attività più ampia. La previsione di consenso per l’indice ISM Services è attualmente intorno a 53,0.
Se questi report dovessero risultare più deboli del previsto, si rafforzerebbe l’ipotesi che la Federal Reserve abbia concluso questo ciclo di rialzi. In tal caso, cercheremmo di posizionarci per rendimenti più bassi sul front-end utilizzando opzioni sui futures SOFR oppure acquistando futures sul Treasury Note a 2 anni. Questa mossa anticiperebbe un mercato che elimina completamente qualsiasi residuo bias restrittivo.
Posizionamento su sorprese dai servizi e impatto valutario
Al contrario, una lettura solida sopra 53,0 imporrebbe maggiore cautela e suggerirebbe che il report sul lavoro della scorsa settimana potrebbe essere stato un outlier. Ci ricorderebbe i falsi segnali (“head-fake”) osservati nel ciclo di irrigidimento 2022-2023, quando un singolo dato non indicava un nuovo trend. In questo scenario, valuteremmo l’acquisto di put sui futures obbligazionari come copertura contro un ritorno dei rendimenti a salire.
L’indice di volatilità CBOE (VIX) è sceso intorno a 13, suggerendo un certo grado di compiacenza del mercato. Ciò rende relativamente economico acquistare opzioni, offrendo un modo efficiente in termini di costo per posizionarsi su una sorpresa nei dati dei servizi. Lo vediamo come un’opportunità per costruire posizioni protettive contro un’inversione brusca delle aspettative sui tassi.
Sul fronte valutario, un set di dati sui servizi più debole probabilmente eserciterebbe una pressione significativa sul dollaro USA. Esprimeremmo questa view acquistando call su EUR/USD oppure put su USD/JPY. Queste operazioni beneficerebbero di una fuga dal dollaro, mentre i differenziali di tasso si muovono a suo sfavore.
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