Il dollaro australiano ha ceduto terreno contro il dollaro USA lunedì dopo che dati domestici più morbidi hanno ridotto la pressione sulla Reserve Bank of Australia (RBA) per un ulteriore irrigidimento. L’AUD/USD è sceso in area 0,6920, arretrando dai massimi di due settimane vicino a 0,6050 segnati venerdì, mentre il minimo a tre mesi a 0,6865 restava a portata di mano. Il TD‑MI Inflation Gauge del Melbourne Institute ha mostrato che i prezzi sono diminuiti dello 0,4% a giugno dopo un calo dello 0,3% a maggio, e il tasso annuo è sceso al 3,9% da 4-4% in precedenza, rafforzando le attese di una pausa di politica monetaria.
Anche altre pubblicazioni hanno indicato un raffreddamento della dinamica. L’indice ANZ dei prezzi delle commodity è sceso dell’1% a giugno, invertendo il rialzo dello 0,7% di maggio, e gli annunci di lavoro ANZ sono diminuiti dello 0,2% dopo un aumento del 2% rivisto al rialzo. Sul fronte dei driver esterni, i commenti delle autorità iraniane sullo Stretto di Hormuz hanno pesato sull’appetito per il rischio. Più tardi l’attenzione negli Stati Uniti si sposta sull’indice ISM dei direttori degli acquisti (PMI) dei servizi, seguito dagli interventi del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.
—Pausa RBA e vulnerabilità del dollaro australiano
Con l’inflazione australiana e gli annunci di lavoro che mostrano entrambi segnali di raffreddamento, riteniamo che la Reserve Bank of Australia sia saldamente in pausa. Questo rimuove un supporto chiave per il dollaro australiano, rendendolo vulnerabile a ulteriori ribassi. Di conseguenza, ci posizioniamo per un test e una possibile rottura del recente minimo a tre mesi dell’AUD/USD a 0,6865.
Per le prossime settimane, vediamo valore nell’acquistare opzioni put su AUD/USD con strike intorno a 0,6850. Dati recenti del CME Group mostrano un aumento significativo dell’open interest per put sotto il livello di 0,6900, suggerendo che anche altri operatori si attendono un movimento al ribasso. Questa strategia offre un modo a rischio definito per beneficiare di un’ulteriore debolezza della coppia valutaria.
—Divergenza di policy e implicazioni di mercato
Questa view è rafforzata dalla divergenza nella dinamica economica rispetto agli Stati Uniti. Mentre i dati australiani si stanno indebolendo, i recenti numeri USA — come il report Non-Farm Payrolls, che ha aggiunto 272.000 posti di lavoro a maggio 2024, e un ISM Servizi resiliente sopra 53 — suggeriscono che la Federal Reserve ha meno motivi per tagliare i tassi in modo aggressivo. Questa differenza di politica monetaria dovrebbe continuare a favorire il dollaro USA rispetto alla controparte australiana.
Monitoriamo il prossimo dato trimestrale dell’inflazione CPI australiana, atteso a fine luglio, come evento chiave di rischio. La volatilità implicita delle opzioni AUD/USD in scadenza dopo quella data è elevata, segnalando incertezza di mercato. Questo offre un’opportunità per gli operatori di valutare strategie che beneficiano di un possibile picco di volatilità intorno alla pubblicazione.
Lo scenario richiama quanto avvenuto a metà 2023, quando una pausa simile della RBA, a fronte di una Fed ancora “hawkish”, portò a un marcato calo plurimensile del cambio AUD/USD. I precedenti storici suggeriscono che quando le politiche delle banche centrali divergono, il trend può risultare persistente. Ci aspettiamo che questa pressione fondamentale continui a pesare sul dollaro australiano per il resto del mese.
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