Commerzbank ha affermato che il recente calo di EUR/USD è stato determinato più dalla forza del dollaro USA che da una debolezza dell’euro, con la valuta unica che ha sovraperformato la media del G10. La banca ha indicato un cambiamento nelle aspettative relative sui tassi: i mercati hanno ridimensionato le attese di ulteriore inasprimento della Banca centrale europea dopo il calo dei prezzi del petrolio, mentre il pricing sulla Federal Reserve si è mosso nella direzione opposta in seguito a commenti “hawkish”, ampliando i differenziali di rendimento.
Il precedente inasprimento della BCE era stato inquadrato come un fattore di supporto per l’euro nei prossimi mesi, sulla scia del rialzo dei tassi di giugno e delle aspettative di un ulteriore intervento a settembre. I mercati prezzano soltanto 21 punti base di ulteriore stretta BCE entro dicembre, elemento che potrebbe influenzare l’andamento dell’euro man mano che le aspettative si riaggiustano. L’articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un editor.
Driver dei movimenti di EUR/USD e fondamentali dell’euro
Il recente arretramento di EUR/USD non è un segnale di debolezza dell’euro, ma piuttosto un riflesso della forza del dollaro USA, poiché l’euro ha registrato una buona performance rispetto alla media del G10. Gli ultimi dati sull’inflazione HICP dell’Eurozona per giugno 2026 si sono attestati al 2,4%, suggerendo che la Banca centrale europea ha ancora lavoro da fare. Questo rafforza la nostra opinione secondo cui i fondamentali dell’euro restano solidi.
Il driver principale è stato l’ampliamento del differenziale dei tassi d’interesse, alimentato da dichiarazioni “hawkish” della Federal Reserve, dove l’inflazione Core PCE resta ostinatamente al 2,9%. Parallelamente, le aspettative di mercato su ulteriori rialzi dei tassi della BCE si sono leggermente ammorbidite. Questo ha creato l’attuale divario di valutazione che osserviamo nel cross.
Posizionamento di mercato, implicazioni di strategia e determinazione delle banche centrali
Riteniamo che il mercato stia prezzando in modo errato la determinazione della BCE dopo il rialzo di 25 punti base dei tassi di giugno 2026. I nostri economisti si attendono con convinzione un altro rialzo a settembre, per riportare l’inflazione saldamente verso l’obiettivo. Con il mercato che al momento incorpora soltanto circa 25 punti base di stretta entro dicembre, c’è spazio perché l’euro si apprezzi man mano che le aspettative si allineano.
Per i trader, ciò suggerisce un posizionamento per un euro più forte contro il dollaro nelle prossime settimane. Strategie in opzioni come l’acquisto di call spread su EUR/USD a breve scadenza potrebbero risultare efficaci per capitalizzare su una potenziale correzione al rialzo. L’azione tempestiva e decisa della BCE è un segnale forte che il mercato sembra sottovalutare.
Questa situazione è simile a cicli precedenti, come la stretta della Fed nel 2022, quando il mercato inizialmente sottostimò l’impegno della banca centrale. Vediamo ora una dinamica analoga svilupparsi con la BCE. Questo offre un argomento convincente per una posizione tattica lunga sull’euro.
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