I prezzi dell’oro in Pakistan sono scesi lunedì, secondo i dati di FXStreet. Il metallo è stato fissato a 37.215,24 PKR al grammo contro 37.346,06 PKR di venerdì, mentre il prezzo per tola è sceso a 434.066,60 PKR da 435.597,20 PKR. FXStreet ha inoltre indicato un prezzo di 372.147,90 PKR per 10 grammi e di 1.157.524,00 PKR per oncia troy, con livelli locali ricavati dalle quotazioni internazionali attraverso il tasso di cambio USD/PKR e aggiornati quotidianamente al momento della pubblicazione; le cifre riportate sono indicative e possono differire dai prezzi del mercato domestico.
L’oro è comunemente considerato una riserva di valore, una copertura contro inflazione e deprezzamento valutario e un bene rifugio nei periodi di stress dei mercati. Le banche centrali sono i maggiori detentori; secondo il World Gold Council, nel 2022 hanno aggiunto 1.136 tonnellate per un valore di circa 70 miliardi di dollari, il più alto acquisto annuo mai registrato. Il metallo si muove spesso in modo inverso rispetto al dollaro USA e ai Treasury statunitensi, e può indebolirsi anche quando gli asset rischiosi salgono; in quanto asset privo di rendimento, tassi d’interesse più bassi tendono a sostenerne i prezzi, mentre costi di finanziamento più elevati possono penalizzarlo.
Driver dei prezzi dell’oro: movimenti valutari e domanda delle banche centrali
Considerato il lieve arretramento delle quotazioni, lo interpretiamo come il riflesso di fluttuazioni valutarie di breve periodo più che come un cambiamento delle prospettive fondamentali per il metallo. Il vero driver è il prezzo internazionale, XAU/USD, e i suoi movimenti recenti sono legati direttamente ai dati macroeconomici statunitensi. I trader su derivati dovrebbero quindi guardare oltre i livelli locali e concentrarsi sul quadro macro globale.
Monitoriamo attentamente le mosse della Federal Reserve, poiché l’oro è altamente sensibile alle aspettative sui tassi. Con l’ultimo report sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) USA che mostra un’inflazione persistente al 3,4%, è improbabile che la Fed segnali a breve tagli dei tassi aggressivi. Questo rappresenta un vento contrario per l’oro, che non offre rendimento, e sostiene un dollaro forte, con l’indice DXY attualmente stabile sopra quota 105.
Nonostante il dollaro robusto, riteniamo che sotto il prezzo dell’oro vi sia un importante “pavimento” grazie all’ingente domanda delle banche centrali. La People’s Bank of China ha ora esteso la propria serie di acquisti di oro a 20 mesi consecutivi, un segnale chiaro di una strategia di lungo periodo per ridurre la dipendenza dal dollaro nelle riserve. Questa domanda costante fornisce un forte sostegno di fondo e suggerisce che eventuali flessioni significative dei prezzi verranno viste come opportunità di acquisto dai principali investitori istituzionali.
Incertezza geopolitica, domanda di beni rifugio e strategie di trading
Storicamente, l’oro tende a performare bene nei periodi di incertezza geopolitica e rallentamento economico, agendo da bene rifugio. Ripensando all’incertezza durante la pandemia del 2020 o la crisi finanziaria del 2008, l’oro è salito mentre gli investitori si allontanavano dagli asset più rischiosi. Riteniamo che le attuali preoccupazioni per il rallentamento della crescita globale e le tensioni geopolitiche in corso continueranno ad alimentare la domanda di beni rifugio nelle prossime settimane.
Per i trader, questo crea un contesto favorevole a strategie sulla volatilità tramite opzioni. I segnali contrastanti di una Fed “hawkish” a fronte di una forte domanda delle banche centrali suggeriscono che l’oro possa rimanere in range, rendendo potenzialmente profittevoli strategie come gli strangle. Valuteremmo anche l’acquisto di opzioni call su eventuali ribassi sotto livelli tecnici chiave, facendo leva sul solido supporto fondamentale come presupposto per un possibile rimbalzo.
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