AUD/USD ha registrato nuove vendite nella sessione asiatica di lunedì, interrompendo un rialzo di due giorni che aveva raggiunto 0,6950, massimo di una settimana e mezza segnato venerdì. Il cross si è mosso in area 0,6920, in calo dello 0,20% nella giornata, mentre le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz hanno sostenuto la domanda di beni rifugio a favore del Dollaro USA (USD). L’azione dei prezzi si è arrestata sul ritracciamento di Fibonacci del 38,2% del rally novembre 2025–maggio 2026, dopo il rimbalzo dalla media mobile semplice (SMA) a 200 giorni e dal minimo di tre mesi della scorsa settimana in area ritracciamento del 50%.
I segnali di momentum sono risultati contrastanti. L’istogramma del MACD è scivolato marginalmente in territorio positivo, mentre l’RSI si attesta in area 39, indicando una domanda contenuta dopo la correzione. Sarebbe necessario un movimento sostenuto sopra il livello di Fibonacci del 38,2% in prossimità di 0,6950 per aprire la strada verso il ritracciamento del 23,6% a 0,7077. Sul fronte ribassista, il supporto è visto sulla SMA a 200 giorni in area 0,6869 e poi sul 50% di ritracciamento vicino a 0,6851; sotto tali livelli, i successivi Fibonacci sono 0,6750 e 0,6607, prima di una base più ampia in area 0,6424.
Dinamiche di mercato attuali e livelli chiave
Sulla base della situazione attuale al 6 luglio 2026, osserviamo il dollaro australiano incontrare resistenza attorno alla soglia di 0,6950. La recente forza del dollaro USA, alimentata dalle tensioni geopolitiche, sta limitando il recupero dell’Aussie. Per ora, manterremo un approccio prudente nell’assumere nuove posizioni long.
Riteniamo sia troppo presto per posizionarsi per un movimento rialzista significativo. Una rottura netta sopra 0,6950 sarebbe il nostro segnale per valutare l’acquisto di opzioni call, puntando al successivo livello di resistenza in area 0,7077. Tale movimento dovrebbe inoltre superare il freno legato al calo dei prezzi del minerale di ferro, recentemente scesi sotto i 100 dollari per tonnellata a causa delle preoccupazioni sulla domanda cinese.
Sul lato ribassista, monitoriamo con grande attenzione il supporto in area 0,6869, corrispondente alla media mobile a 200 giorni. I recenti dati sull’inflazione negli Stati Uniti, attestatisi al 3,4%, suggeriscono che la Federal Reserve resterà ferma sulla propria linea di politica monetaria, sostenendo il dollaro. Una rottura convincente sotto questo supporto ci porterebbe a comprare opzioni put, poiché potrebbe segnalare una discesa più profonda verso 0,6750.
Strategie in opzioni e contesto storico
L’attuale indecisione rende le strategie in opzioni particolarmente utili. Con la Reserve Bank of Australia che mantiene il tasso cash al 4,35% mentre l’omologa statunitense resta più “hawkish”, una long straddle potrebbe risultare efficace. Questa strategia, che prevede l’acquisto sia di una call sia di una put, consentirebbe di beneficiare di un breakout significativo in entrambe le direzioni.
Storicamente, il terzo trimestre presenta spesso oscillazioni nei mercati valutari. Guardando a periodi analoghi, una divergenza nella politica delle banche centrali ha frequentemente portato a trend persistenti una volta violato un livello tecnico chiave. Resteremo quindi agili, poiché un’uscita dall’attuale range potrebbe materializzarsi rapidamente nelle prossime settimane.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.