
Panoramica
- I mercati USA hanno chiuso la scorsa settimana contrastati: a giugno i non-farm payrolls (nuovi posti di lavoro creati negli USA escludendo agricoltura e alcuni settori pubblici) sono risultati sotto le attese, aumentando l’incertezza sulla prossima mossa della Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti).
- Il presidente della Fed Kevin Warsh ha ribadito un approccio data-dependent (decisioni basate sui dati macro in arrivo), senza indicare se a luglio i tassi saliranno, scenderanno o resteranno fermi.
- I trader seguiranno i verbali del FOMC (il comitato della Fed che decide i tassi) e la decisione sui tassi della Reserve Bank of New Zealand per nuovi segnali di politica monetaria.
- Oro, dollaro USA e indici azionari (panieri che misurano l’andamento di un mercato) potrebbero restare sensibili ai dati macro, mentre il mercato ricalibra le attese sui tassi USA.
La Fed lascia i mercati nel dubbio: la frenata dell’occupazione complica lo scenario
La Federal Reserve è tornata al centro dell’attenzione: il presidente Kevin Warsh ha partecipato al Forum della BCE a Sintra insieme ai vertici di BCE, Bank of England e Bank of Canada. Gli investitori cercavano indicazioni più chiare sulla direzione della politica monetaria USA.
Indicazioni che sono state limitate.
Warsh non ha segnalato se la Fed stia valutando un nuovo rialzo, un taglio o una pausa prolungata. Ha rafforzato l’idea di una Fed che reagisce ai dati economici, senza fare forward guidance (anticipazioni esplicite delle prossime mosse per orientare i mercati).
Pochi giorni dopo, i dati sui non-farm payrolls di giugno hanno aggiunto incertezza.
L’economia USA ha creato 57.000 posti di lavoro, contro attese intorno a 114.000: un segnale che il ritmo delle assunzioni rallenta. Un mercato del lavoro più debole riduce la pressione per ulteriori strette, ma l’inflazione resta sopra l’obiettivo di lungo periodo della Fed, rendendo difficile passare con decisione ai tagli dei tassi.
Il risultato è una politica monetaria “in equilibrio” in vista della riunione di luglio.
L’inflazione continua a ridurre i margini della Fed
Pur con segnali di raffreddamento del lavoro, Warsh ha ribadito che l’inflazione resta la priorità della Fed.
La stabilità dei prezzi è il mandato della banca centrale: per questo è difficile annunciare una politica più “morbida” (tassi più bassi) se l’inflazione resta alta. Allo stesso tempo, la frenata dell’occupazione riduce l’urgenza di nuovi rialzi.
Ne deriva uno scenario in cui i dati non sostengono pienamente né una posizione hawkish (restrittiva: favorevole a tassi più alti) né dovish (espansiva: favorevole a tassi più bassi).
La Fed sembra quindi pronta ad attendere ulteriori conferme prima della prossima decisione.
Per i trader, cresce il peso di ogni dato chiave nelle prossime settimane, soprattutto inflazione, occupazione e consumi.
Una Federal Reserve sempre più legata ai dati
Warsh ha parlato anche del ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (AI) nella crescita futura.
Gli investimenti legati all’AI accelerano: le aziende aumentano la spesa in semiconduttori (chip), cloud (servizi informatici via rete), software e data center (strutture che ospitano server e dati). Queste spese sostengono l’economia oggi tramite maggiori investimenti delle imprese.
I benefici di lungo periodo potrebbero arrivare con un aumento della produttività (la capacità di produrre di più con le stesse risorse).
Se le imprese produrranno più output usando meno risorse, la produttività potrebbe ridurre nel tempo le pressioni sui prezzi e sostenere la crescita. Ma per ora questi effetti non sono ancora certi.
La domanda di investimenti legata all’AI continua a sostenere l’attività economica: la Fed non può basarsi sull’idea che la tecnologia, da sola, porterà rapidamente a un’inflazione più bassa.
Al momento l’AI resta un tema strutturale, non un fattore immediato per le decisioni sui tassi.
I mercati guardano alla settimana in arrivo
Dopo i dati sul lavoro, il calendario di questa settimana offre nuovi spunti per rivalutare lo scenario sui tassi.
Mercoledì è attesa la decisione della Reserve Bank of New Zealand: il mercato cercherà segnali su inflazione e crescita.
Giovedì arrivano i verbali del FOMC.
Gli investitori cercheranno elementi per capire perché i tassi sono rimasti invariati e se, nel dibattito, abbiano pesato di più i timori sull’inflazione o il rallentamento del lavoro.
Anche se i verbali descrivono discussioni passate, possono influenzare le aspettative in vista dei prossimi dati sull’inflazione USA.
Con una Fed flessibile e indicatori contrastanti, la volatilità (oscillazioni dei prezzi) su valute, metalli preziosi e indici azionari potrebbe restare alta, mentre i trader reagiscono ai nuovi dati macro.
Simboli chiave da monitorare
USDX | XAUUSD | EURUSD | SP500 | BTCUSD
Eventi in calendario
| Data | Valuta | Evento | Stima | Precedente | Commento analisti |
| 6 lug | USD | ISM Services PMI | 54,2 | 54,5 | Un dato sopra le attese può sostenere il dollaro; un dato sotto può indebolire USD e favorire l’oro. |
| 8 lug | NZD | Official Cash Rate | 2,50% | 2,25% | Il mercato si aspetta un rialzo di 25 punti base (0,25 punti percentuali), mentre la RBNZ bilancia inflazione e rallentamento della crescita. |
| 9 lug | USD | Verbali riunione FOMC | – | – | I trader valuteranno come la Fed ha letto i rischi inflazione e la debolezza del mercato del lavoro in vista di luglio. |
| 10 lug | CAD | Tasso di disoccupazione | 6,60% | 6,60% | Il mercato valuterà la tenuta del lavoro in Canada: sorprese possono spostare le attese sulla Bank of Canada. |
Per una visione completa dei prossimi eventi macro, consulta l’Economic Calendar di VT Markets.
Movimenti chiave della settimana
USDX

- L’indice del dollaro (misura il dollaro contro un paniere di valute) è sceso dopo i payrolls: solo 57.000 nuovi posti, con minori attese di ulteriori rialzi dei tassi.
- Resistenza (area di prezzo dove spesso le salite si fermano) vicino a 100,80; supporto (area dove spesso le discese si fermano) intorno a 100,05.
- Se l’indice non recupera la resistenza, il dollaro potrebbe restare debole contro le principali valute.
EURUSD

- EURUSD ha beneficiato della debolezza generalizzata del dollaro dopo i dati sul lavoro.
- I compratori potrebbero puntare a 1,1510; ritracciamenti verso 1,1410 potrebbero attirare nuova domanda.
- Osservare il comportamento dei prezzi su questi livelli tecnici prima di operare.
XAUUSD (Oro)

- L’oro ha tenuto sopra l’area 4.180, sostenuto dalla domanda di bene rifugio (asset cercato nei momenti di incertezza) dopo i dati USA sull’occupazione.
- Possibile estensione verso 4.310 se il momentum (spinta del movimento) resta positivo e calano le attese di una Fed molto aggressiva.
- Da monitorare prima 4.180, livello tecnico chiave.
USOil

- Il petrolio USA ha aperto in calo (gap: salto di prezzo tra una chiusura e l’apertura successiva) dopo notizie di distensione USA-Iran e ha rotto 81,92.
- Se i prezzi restano sotto 81,92, il prossimo livello al ribasso è 76,778.
- La tenuta dell’accordo e i tempi di un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbero pesare più dei soli dati sulla domanda.
SP500

- Le azioni USA hanno tenuto, sostenute dall’idea che la fase di rialzi dei tassi possa essere vicina al picco (massimo).
- Una chiusura stabile sopra 7.594 potrebbe attirare altri acquisti.
- Da monitorare se le prossime comunicazioni della Fed confermano l’attuale spinta rialzista.
BTCUSD

- Bitcoin ha continuato a consolidare dopo aver assorbito liquidità intorno a 62.600 (area con molti ordini che possono accelerare i movimenti).
- Sopra 64.000 possibile spazio verso 65.150; sotto 62.300 rischio di discesa verso 60.300.
- Il movimento dipende molto dal sentiment di rischio (propensione degli investitori ad assumere rischio) e dalla direzione del dollaro USA.
In sintesi
Inizio settimana con due forze opposte: il mercato del lavoro USA rallenta, ma l’inflazione resta abbastanza alta da imporre prudenza alla Fed. Le attese sui tassi dipendono quindi dai prossimi dati. I principali catalizzatori saranno la decisione sui tassi della Nuova Zelanda e i verbali del FOMC. Da seguire anche oro, dollaro, principali cambi e indici azionari USA in vista dei dati sull’inflazione della prossima settimana.
Domande frequenti
Perché la Fed lascia i mercati nel dubbio?
Kevin Warsh segue un approccio basato sui dati: non fornisce indicazioni preventive (forward guidance) su rialzi, tagli o pausa dei tassi nella riunione di luglio.
Come hanno inciso i dati sul lavoro di giugno?
I non-farm payrolls sono stati molto sotto le attese. Il rallentamento delle assunzioni riduce l’urgenza di altri rialzi, ma un’inflazione ancora “appiccicosa” (che scende lentamente) rende difficile passare rapidamente ai tagli.
Qual è la posizione della Fed sull’AI?
Gli investimenti in infrastrutture per l’AI stanno aumentando la spesa delle imprese oggi, mentre i benefici di produttività restano incerti e più lontani nel tempo. Per ora la Fed considera l’AI un tema strutturale, non un fattore immediato per la politica monetaria.
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