OPEC+ — che include la Russia — ha concordato di aumentare i propri obiettivi di produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno a partire da agosto. La decisione segue incrementi analoghi per giugno e luglio, prolungando il graduale aggiustamento della politica dell’offerta del gruppo.
Con l’aumento di agosto, il contenimento della produzione introdotto nel 2023 verrebbe completamente annullato qualora l’OPEC+ optasse per un ulteriore rialzo di entità simile a settembre. La prossima riunione per valutare i livelli produttivi è prevista per il 2 agosto.
Prospettive sul prezzo del greggio e strategie con opzioni
Riteniamo che questo incremento pianificato della produzione costituisca, nel breve periodo, un tetto ai prezzi del greggio. I dati recenti mostrano che i futures sul West Texas Intermediate (WTI) hanno scambiato in un range ristretto intorno a 85 dollari al barile, riflettendo l’incertezza. L’ultimo report dell’Energy Information Administration (EIA) della scorsa settimana ha confermato un moderato aumento delle scorte di 1,5 milioni di barili, segnalando che l’offerta sta iniziando a soddisfare la domanda.
Alla luce di questo atteso aumento dell’offerta ad agosto, manteniamo un approccio prudente rispetto a un significativo potenziale di rialzo dei prezzi nelle prossime settimane. Riteniamo che la vendita di opzioni call out-of-the-money sui futures sul greggio di settembre offra una strategia interessante. Consente di incassare il premio, scommettendo al contempo che i prezzi non supereranno livelli chiave di resistenza prima della prossima riunione OPEC+.
Volatilità in arrivo e opportunità di spread
La riunione del 2 agosto rappresenta il prossimo evento cruciale in grado di introdurre volatilità. Storicamente, questi incontri possono sorprendere il mercato; ad esempio, gli inaspettati tagli profondi di fine 2024 hanno provocato un balzo dei prezzi di oltre l’8% in un solo giorno. Per questo stiamo anche valutando l’acquisto di put a lunga scadenza per coprirci da eventuali sorprese ribassiste, come un aumento della produzione superiore alle attese.
Monitoriamo inoltre con attenzione lo spread WTI-Brent, che attualmente si colloca poco sotto i 5 dollari. Poiché gran parte della produzione aggiuntiva arriverà dai membri OPEC+, ciò dovrebbe teoricamente esercitare maggiore pressione sul benchmark Brent. Un’operazione che punti a un restringimento di questo spread potrebbe rivelarsi efficace tra fine luglio e agosto.
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