L’ANZ Commodity Price Index della Nuova Zelanda è sceso dell’1% a giugno, invertendo l’aumento dello 0,7% del periodo precedente. Il movimento segnala condizioni di prezzo più deboli sull’intero paniere di materie prime monitorato da ANZ.
Il calo di giugno segna un ritorno in territorio mensile negativo dopo il precedente incremento, indicando un cambio di momentum. La variazione dell’indice da +0,7% a -1% fotografa il deterioramento dei prezzi aggregati delle commodity nell’ultimo mese.
Debolezza delle commodity e implicazioni economiche
Il calo di giugno del nostro indice dei prezzi delle commodity, da un guadagno a una perdita, è un chiaro campanello d’allarme. Questo cambio indica un indebolimento dei ricavi da export, che rappresentano la linfa vitale dell’economia domestica. Di conseguenza, stiamo rivedendo la nostra outlook in senso più ribassista sul dollaro neozelandese nelle prossime settimane.
Questa lettura è rafforzata dai dati recenti dei principali partner commerciali: l’ultimo Caixin Manufacturing PMI cinese è sceso a 49,8, segnalando una contrazione dell’attività. Inoltre, la più recente asta Global Dairy Trade ha visto i prezzi calare del 2,5%, confermando una domanda più debole per il nostro principale prodotto d’esportazione. Questi fattori esterni suggeriscono che il trend di riduzione dei prezzi delle commodity potrebbe proseguire nel terzo trimestre.
Prospettive su politica monetaria e strategia di mercato
Riteniamo che questa debolezza economica costringerà la Reserve Bank of New Zealand ad adottare una postura più dovish. La prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi quest’anno si sta ridimensionando rapidamente e il mercato inizierà a prezzare una pausa più prolungata. I mercati dei derivati dovrebbero quindi anticipare un appiattimento della curva dei rendimenti, man mano che le aspettative di crescita di lungo periodo vengono riviste al ribasso.
In risposta, stiamo valutando l’impostazione di posizioni corte su NZD/USD, in particolare su eventuali rimbalzi verso l’area di resistenza a 0,6200. Per chi intende gestire il rischio, l’acquisto di opzioni put sul dollaro “Kiwi” offre un modo a rischio definito per posizionarsi su ulteriori ribassi. Prevediamo inoltre un aumento della volatilità valutaria, rendendo più interessanti le strategie che beneficiano di oscillazioni di prezzo.
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