L’indicatore dell’inflazione TD Securities–Melbourne Institute in Australia è sceso dello 0,4% su base mensile a giugno, accelerando il ritmo di calo rispetto alla lettura precedente (-0,3%). Il dato suggerisce una contrazione leggermente più rapida dell’indicatore nell’ultimo mese.
La pubblicazione confronta il risultato di giugno (-0,4%) con quello del mese precedente (-0,3%), indicando un calo mensile più profondo di 0,1 punti percentuali. Non è stato fornito alcun ulteriore dettaglio oltre al dato di sintesi.
Prospettive della RBA e aspettative sui tassi in evoluzione
L’indicatore dell’inflazione di giugno mostra un calo dei prezzi dello 0,4% su base mensile, in peggioramento rispetto al -0,3% di maggio. Questa seconda consecutiva lettura con pressioni deflazionistiche segnala che la Reserve Bank of Australia (RBA) potrebbe essere costretta ad abbandonare l’attuale impostazione neutrale. Riteniamo che la probabilità di un taglio dei tassi nel prossimo trimestre sia ora aumentata in modo significativo.
Alla luce di questo scenario, ci posizioniamo per tassi più bassi andando long sui futures sui titoli di Stato australiani a 3 anni. Con l’aumento delle aspettative di un taglio, i rendimenti obbligazionari dovrebbero scendere, facendo salire il prezzo di questi contratti futures. Il mercato prezza ora oltre il 70% di probabilità di un taglio di 25 punti base alla riunione RBA di settembre, in forte aumento rispetto al 35% della scorsa settimana.
Implicazioni per valute, commodity e mercati azionari
Una RBA più “dovish” probabilmente peserà sul dollaro australiano, rendendolo meno attraente da detenere. Di conseguenza, stiamo acquistando opzioni put su AUD/USD, fissando strike al di sotto del supporto tecnico chiave a 0,6500. Questa view è supportata anche dall’indebolimento dei prezzi del minerale di ferro, scesi dell’8% nell’ultimo mese, che riduce ulteriormente il sostegno fondamentale alla valuta.
Sul mercato azionario, la prospettiva di costi di finanziamento più bassi potrebbe rappresentare un vento favorevole per i titoli. Stiamo aumentando le posizioni long sui futures sull’indice ASX 200, poiché i settori sensibili ai tassi, come immobiliare e bancario, tendono a performare bene in un contesto di allentamento. Storicamente, ad esempio durante il ciclo di easing della RBA del 2019, i mercati sono saliti in anticipazione e in seguito ai tagli dei tassi guidati da dati di inflazione deboli.
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