EUR/USD è salito per il secondo giorno consecutivo venerdì, ma è rimasto incapace di superare 1,1475, nonostante l’arretramento del dollaro USA dopo che dati sul mercato del lavoro statunitense più deboli hanno ridotto le aspettative di un inasprimento della Federal Reserve nel breve termine. I nonfarm payrolls di giugno hanno mostrato 57mila nuovi posti di lavoro netti, contro un consenso a 110mila; maggio è stato rivisto al ribasso a 129mila da 172mila. La coppia scambiava intorno a 1,1455, mantenendo un solido bias di breve periodo finché l’azione dei prezzi resta contenuta sotto l’area 1,1475–1,1500.
I dati dell’Eurozona hanno fornito ulteriore supporto, con la lettura finale dell’HCOB Services PMI di giugno rivista al rialzo a 49,4 da 48,9, portando il Composite PMI a 50 da 49,5. Sul piano tecnico, l’RSI (14) era nei bassi 60 e il MACD moderatamente positivo, sebbene la resistenza fosse indicata in area 1,1500, dove i precedenti minimi di giugno convergono con il ritracciamento di Fibonacci al 38,2%. Una rottura al rialzo metterebbe nel mirino 1,1620, mentre i supporti si collocano in area 1,1360 e poi 1,1333, con 1,1210 più in basso.
Rapporto sull’occupazione USA e aspettative di politica monetaria in evoluzione
Consideriamo l’ultimo rapporto sull’occupazione USA un momento cruciale, in grado di raffreddare in modo sostanziale le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nel prossimo futuro. Il dato sorprendentemente basso di 57.000 posti di lavoro aggiunti ha indebolito il dollaro e ha dato all’euro una chiara, seppur limitata, finestra di spazio. Questo rafforza la nostra view secondo cui, per ora, il percorso di minore resistenza per EUR/USD resta verso l’alto.
Guardando al pricing di mercato, il CME FedWatch Tool mostra ora che la probabilità di un rialzo dei tassi alla prossima riunione del FOMC è crollata sotto il 40%, da oltre il 70% solo la scorsa settimana. Questo cambio di scenario si contrappone alla Banca Centrale Europea, dove i commenti recenti suggeriscono un’attenzione ancora concentrata sull’inflazione. Questa crescente divergenza di policy dovrebbe fornire un vento in poppa all’euro contro il dollaro.
Approcci tattici di trading e livelli chiave
Dato che ci aspettiamo una significativa resistenza tecnica in area 1,1500, non inseguiamo un breakout aggressivo con semplici posizioni long. Preferiamo strategie su derivati che sfruttino un rialzo moderato e “cappato”, come l’acquisto di bull call spread. Ad esempio, comprare una call 1,1450 e vendere una call 1,1500 offre un modo a rischio definito per beneficiare se la coppia procede gradualmente al rialzo ma poi si arresta.
Il dato debole sull’occupazione ha rimosso parte dell’incertezza di breve periodo, il che dovrebbe tradursi in una minore volatilità implicita sulle opzioni EUR/USD nelle prossime settimane. Questo rende interessante la vendita di premio; stiamo quindi valutando anche la vendita di put out-of-the-money con strike sotto il supporto di 1,1360. Questa strategia beneficia sia del decadimento temporale sia di una coppia stabile o in rialzo.
Storicamente, dopo NFP altrettanto deboli in cui lo scostamento negativo supera il 40% della stima di consenso, il dollaro USA tende a sottoperformare nelle successive due-quattro settimane. Terremo sotto osservazione l’area 1,1475–1,1500 come punto decisionale chiave. Un mancato superamento di quest’area ci spingerebbe a proteggere eventuali posizioni rialziste.
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