L’HCOB PMI composito francese si è attestato a 47,2 a giugno, al di sotto della previsione di consenso pari a 47,6. Il dato resta sotto la soglia di 50,0 che separa espansione e contrazione, segnalando un ulteriore indebolimento della produzione complessiva tra manifattura e servizi.
Lo scostamento rispetto alle attese suggerisce che lo slancio si è raffreddato più del previsto a fine secondo trimestre. Con il PMI composito in area di contrazione, i dati rafforzano le evidenze di livelli di attività contenuti nel settore privato francese a giugno.
Implicazioni per gli asset francesi ed europei
La delusione del PMI composito francese indica che l’economia sta rallentando più del previsto, delineando una seconda metà dell’anno più difficile. Si tratta di un segnale chiaro per posizionarsi a fronte di rischi al ribasso sugli asset francesi e, più in generale, europei. Non lo interpretiamo come un episodio isolato, ma come un’indicazione di indebolimento della domanda regionale.
Guardiamo all’indice CAC 40, che sta scambiando intorno a quota 7.900 punti. Riteniamo che l’acquisto di opzioni put con strike area 7.750 offra un profilo rischio/rendimento interessante per le prossime settimane. Questa view è rafforzata dal PMI manifatturiero tedesco, che resta anch’esso in territorio di contrazione a 48,1, segnalando un rallentamento diffuso nel cuore dell’Eurozona.
Politica BCE, valuta e prospettive sulla volatilità
Questi dati deboli potrebbero aumentare la pressione sulla Banca Centrale Europea affinché adotti un tono più dovish. Di conseguenza, ci aspettiamo che il cambio EUR/USD, attualmente a 1,0850, possa testare livelli inferiori. Valutiamo posizioni short con obiettivo l’area di supporto a 1,0700, poiché i differenziali di tasso potrebbero spostarsi a favore del dollaro.
Questo tipo di sorpresa macro spesso accresce timori e incertezza sui mercati. L’indice VSTOXX, principale barometro della volatilità in Europa, è rimasto relativamente basso in area 15. Vediamo un’opportunità nell’acquisto di opzioni call sul VSTOXX, scommettendo che questa debolezza economica possa tradursi in maggiore turbolenza di mercato.
Abbiamo già osservato questo schema in passato, in particolare nel periodo 2011-2012, quando report PMI deboli hanno spesso preceduto fasi di ribasso dei mercati. Il dilemma della BCE è marcato, poiché l’inflazione core è appena scesa al 2,3%, ancora sopra il target. Questo conflitto tra la lotta all’inflazione e il sostegno a un’economia in rallentamento amplifica la reazione dei mercati ai dati negativi.
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