Il capo di gabinetto giapponese, Minoru Kihara, ha dichiarato venerdì che il governo sta osservando i movimenti del mercato dei cambi con un alto senso di urgenza ed è pronto ad agire quando necessario. Ha ribadito che i funzionari sono pronti a intraprendere in qualsiasi momento azioni appropriate sul mercato valutario, monitorando l’andamento quotidiano dei mercati e gli indicatori economici. Kihara ha inoltre affermato che l’esecutivo non sta perseguendo politiche fiscali tali da minare la fiducia dei mercati.
Lo yen non ha mostrato reazioni immediate. Al momento delle dichiarazioni, USD/JPY era in calo dello 0,16% a circa 160,85, in concomitanza con un Dollaro USA più debole. La traiettoria dello yen è comunemente collegata alla performance economica del Giappone, alla politica della Bank of Japan e al differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, oltre che al sentiment di rischio complessivo. La Bank of Japan è intervenuta direttamente in alcuni momenti e la sua politica monetaria ultra-accomodante dal 2013 al 2024 ha contribuito alla svalutazione dello yen; il graduale smantellamento di tale impostazione ha fornito un certo supporto, mentre il differenziale sul decennale potrebbe ridursi con il proseguire dei cambiamenti di politica monetaria.
Implicazioni dei segnali di intervento
Dobbiamo prendere molto seriamente queste dichiarazioni ufficiali sul monitoraggio ravvicinato del mercato con un alto senso di urgenza. Con il cambio USD/JPY che nelle ultime settimane si è spinto verso 170, questo linguaggio rappresenta un chiaro segnale che un intervento diretto è una possibilità concreta. Abbiamo già visto questo identico schema di avvertimenti verbali precedere i consistenti acquisti di yen condotti dal Ministero delle Finanze nel secondo trimestre del 2024.
Considerato il rischio elevato di un improvviso e marcato rafforzamento dello yen, dovremmo valutare posizionamenti che beneficiano di un’impennata della volatilità. La volatilità implicita a un mese sulle opzioni USD/JPY è già salita oltre il 12%, rispetto a una media del 9% a inizio anno, ma un intervento effettivo potrebbe far balzare la volatilità realizzata a livelli ben più elevati. L’acquisto di opzioni call su JPY a breve scadenza è dunque un modo prudente per posizionarsi in vista di un rapido movimento ribassista del cross USD/JPY.
Risposte strategiche: volatilità e differenziale dei rendimenti
La ragione fondamentale della debolezza dello yen persiste: il differenziale dei tassi d’interesse tra Giappone e Stati Uniti. Anche se la Bank of Japan ha aumentato lentamente il tasso overnight fino allo 0,50%, questo livello resta nettamente inferiore al tasso di policy della Federal Reserve, che dopo una serie di tagli si attesta ora al 3,75%. Questo ampio divario implica che qualsiasi forza dello yen ottenuta tramite intervento potrebbe essere di breve durata, poiché gli operatori continuano a essere remunerati nel detenere dollari rispetto allo yen.
Questo contesto suggerisce una strategia in due fasi per i trader di derivati nelle prossime settimane. Dovremmo prepararci a un improvviso calo di USD/JPY detenendo posizioni long di volatilità, eventualmente tramite semplici call su JPY. Dopo un eventuale arretramento guidato dall’intervento, andrebbero poi ricercate opportunità per posizionarsi su un graduale ritorno alla debolezza dello yen, man mano che il differenziale dei tassi sottostante torna a esercitare la propria influenza.
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