L’indice dei prezzi al consumo (CPI) della Turchia è aumentato del 32,11% su base annua a giugno, attestandosi marginalmente sopra la previsione di mercato del 32,1%. Il dato lascia l’inflazione annua sostanzialmente in linea con le attese, nonostante il lieve scostamento al rialzo rispetto al consensus.
La lettura di giugno offre un aggiornamento sulla pressione dei prezzi nell’economia turca, con il CPI che rimane oltre la soglia del 30%. La pubblicazione mette a confronto il dato effettivo del 32,11% con la stima degli economisti del 32,1%, evidenziando una sostanziale coincidenza tra previsione e consuntivo, pur con una stampa leggermente più alta.
Politica della banca centrale e implicazioni economiche
Il dato di giugno sull’inflazione, “caldo” a 32,11%, conferma che le pressioni di fondo sui prezzi nell’economia turca restano robuste. A nostro avviso, questi numeri chiudono di fatto qualsiasi discussione su un taglio dei tassi nel breve termine da parte della banca centrale. L’attenzione ora si sposta su quanto a lungo l’istituto dovrà mantenere un’impostazione restrittiva.
Questo sviluppo rafforza la nostra view secondo cui la Banca Centrale della Repubblica di Turchia (CBRT) resterà orientata in senso hawkish nelle prossime settimane. Va ricordato l’aggressivo ciclo di rialzi che ha portato il tasso di policy dall’8,5% a metà 2023 al 50% entro l’inizio del 2024, per contrastare un’inflazione che aveva toccato un picco oltre l’85%. La credibilità conquistata a caro prezzo implica che la CBRT non può permettersi di segnalare una svolta prematura.
Impatto sui mercati: FX, azioni e tassi
Per i desk valutari, questa dinamica è di supporto alla lira turca. Il livello elevato del tasso di riferimento rende interessante il carry trade, che ha già contribuito a stabilizzare la valuta nell’ultimo anno. Vediamo valore nella vendita di opzioni call su USD/TRY, poiché la probabilità di una brusca svalutazione della lira è diminuita, con la banca centrale vincolata a una politica monetaria restrittiva.
Al contrario, questo contesto di tassi elevati rappresenta una sfida per l’azionario turco. Costi di finanziamento alti continueranno a comprimere i margini di profitto delle imprese e, con i titoli di Stato che offrono rendimenti attraenti, l’indice BIST-100 potrebbe faticare a trovare slancio rialzista. Valuteremmo l’uso di opzioni put sull’indice per coprire eventuali esposizioni long in azioni.
Sul mercato dei tassi, ci aspettiamo che la curva dei rendimenti rifletta una realtà di “tassi più alti più a lungo”. I rendimenti a breve dovrebbero restare elevati mentre il mercato esclude ulteriormente tagli dei tassi fino al 2026. In quest’ottica, posizionarsi per un front-end stabile o leggermente più alto della curva tramite forward rate agreements (FRA) può rappresentare una strategia praticabile.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.