NZD/USD si è rafforzato a circa 0,5705 negli scambi asiatici di venerdì, con il dollaro neozelandese sostenuto dai dati cinesi, mentre i mercati statunitensi sono rimasti chiusi per l’Independence Day. RatingDog ha riferito che il PMI dei servizi della Cina è sceso marginalmente a 54,1 in giugno da 54,4 in maggio, ma ha comunque segnalato il terzo incremento più marcato dell’attività nei servizi in quasi tre anni. Le esportazioni di servizi sono aumentate per il secondo mese consecutivo e al ritmo più sostenuto da ottobre 2024, offrendo un supporto al “Kiwi” legato alla Cina.
In Nuova Zelanda, ASB Bank ha ritirato la previsione di un rialzo a luglio da parte della Reserve Bank of New Zealand e si attende che l’Official Cash Rate resti invariato nella riunione di luglio, per poi essere aumentato con passi da 25 punti base a partire da settembre, con un picco al 3,25% entro l’inizio del 2027. Negli Stati Uniti, segnali più deboli dal mercato del lavoro hanno pesato sul dollaro: le buste paga non agricole (Nonfarm Payrolls) sono aumentate di 57.000 unità in giugno contro una stima di 110.000, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3%. Il CME FedWatch ha mostrato che i mercati scontano probabilità di rialzo dei tassi entro settembre prossime al 52%, in calo dal 66% precedente al rapporto sull’occupazione.
I dati sul lavoro USA e la resilienza dei servizi cinesi sostengono il Kiwi
Sulla base della data odierna del 3 luglio 2026, il recente rapporto morbido sui Nonfarm Payrolls statunitensi costituisce un evento rilevante, che modifica le prospettive per il dollaro USA. L’aggiunta di soli 57.000 posti di lavoro, ben al di sotto della previsione di 110.000, suggerisce con forza che il mercato del lavoro statunitense si stia raffreddando più rapidamente del previsto. Lo consideriamo un driver primario che con ogni probabilità continuerà a penalizzare il dollaro nelle prossime settimane.
Riteniamo che la resilienza dell’economia cinese, evidenziata da un solido PMI dei servizi a 54,1, rappresenti un fattore chiave di sostegno per il dollaro neozelandese. In quanto principale partner commerciale della Nuova Zelanda, un settore dei servizi cinese robusto supporta direttamente la domanda di esportazioni neozelandesi. Ciò contrasta nettamente con il rallentamento che stiamo osservando negli Stati Uniti.
Sebbene la Reserve Bank of New Zealand abbia rinviato le aspettative di un rialzo dei tassi da luglio a settembre, il percorso complessivo di politica monetaria resta orientato al rialzo rispetto alla Federal Reserve. Questo differenziale dei tassi è un supporto fondamentale per la coppia NZD/USD. Segnaliamo che i dati sull’inflazione della Nuova Zelanda del secondo trimestre 2026, pubblicati appena due settimane fa, si sono attestati al 3,1%, ancora ostinatamente sopra l’intervallo obiettivo della RBNZ e tale da giustificare futuri aumenti dei tassi.
Strategie di trading in derivati e rischi chiave
Per i trader di derivati, riteniamo che questo contesto sia favorevole a posizionamenti per un ulteriore rialzo di NZD/USD. Valutiamo l’acquisto di opzioni call con scadenza ad agosto e strike intorno a 0,5750 per intercettare un potenziale movimento al rialzo. Questa strategia consente di beneficiare della prosecuzione del trend ascendente della coppia, trainato dalla debolezza macro statunitense, con rischio predefinito.
Alla luce del calo delle probabilità di un rialzo dei tassi Fed entro settembre a quasi il 52%, la volatilità implicita sulla coppia valutaria potrebbe offrire opportunità. Stiamo anche considerando la vendita di put out-of-the-money sotto area 0,5650 per incassare premio. Questo approccio è coerente con la nostra view secondo cui un ribasso significativo è improbabile e consente di beneficiare del time decay in una graduale risalita.
Il rischio principale per questo scenario è un inatteso rimbalzo dei dati macro USA della prossima settimana, in particolare dell’indice dei prezzi al consumo (CPI). Un pattern storicamente simile è stato osservato all’inizio del 2023, quando un report debole sul lavoro fu rapidamente oscurato da un’inflazione persistente, determinando una rapida inversione del sentiment di mercato. Di conseguenza, eventuali posizioni dovrebbero essere dimensionate in modo appropriato per tenere conto di questa potenziale volatilità.
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