La sterlina è avanzata contro il dollaro giovedì dopo che un rapporto sull’occupazione statunitense più debole del previsto ha ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il cambio GBP/USD era indicato a 1,3359, in calo dello 0,64% nella giornata, ma descritto come il livello più alto degli ultimi dieci giorni.
In precedenza in Europa, la sterlina guadagnava lo 0,5% in area 1,3340, mentre il dollaro si indeboliva in vista della pubblicazione dei Nonfarm Payrolls USA di giugno, attesa alle 12:30 GMT. Nella seduta asiatica, GBP/USD si attestava vicino a 1,3290, con sostegno attribuito anche ai messaggi della politica britannica dopo l’impegno di Andy Burnham a una rigorosa disciplina di bilancio, mentre i dati NFP di giugno restavano il principale catalizzatore in calendario più tardi nella giornata di giovedì.
Le aspettative sui tassi della Fed ricalibrate dopo payrolls deboli
Riteniamo che il mercato stia ricalibrando correttamente le aspettative sulla Federal Reserve dopo che il rapporto sui Nonfarm Payrolls di giugno si è attestato a soli +90.000, ben al di sotto del consenso a +180.000. Il tool CME FedWatch indica ora che la probabilità di un rialzo dei tassi al prossimo meeting è crollata da oltre il 70% a sotto il 20%. Questo indebolisce in modo sostanziale, nel breve termine, la tesi a favore del mantenimento di posizioni in dollari USA.
Strategie in opzioni su GBP/USD e outlook di mercato
Alla luce di questo scenario, ci stiamo posizionando per un ulteriore rafforzamento di GBP/USD nelle prossime settimane attraverso l’acquisto di opzioni call. Vediamo valore su scadenze agosto 2026 con strike intorno a 1,3450 e 1,3500. Questa strategia consente di partecipare al rialzo definendo in modo rigoroso il rischio massimo, limitato al premio pagato.
La volatilità implicita è balzata sulla notizia, rendendo le opzioni più costose; di conseguenza, la costruzione di bull call spread potrebbe rappresentare un approccio più prudente. Vendendo una call a strike più elevato contro una call acquistata, i trader possono ridurre l’esborso iniziale. È un modo sensato per esprimere una view moderatamente rialzista senza pagare eccessivamente la volatilità.
La situazione richiama le dinamiche di fine 2023, quando una serie di report sull’occupazione deboli portò la Fed a segnalare un cambio di rotta, innescando un calo del dollaro durato più settimane. Storicamente, la reazione iniziale a uno scostamento dei dati di questa portata spesso non si esaurisce in un solo giorno, ma segna l’avvio di un nuovo trend di breve periodo.
Tuttavia, dovremo monitorare attentamente i prossimi dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense, la cui pubblicazione è prevista intorno al 15 luglio. Un dato d’inflazione sorprendentemente alto rappresenta il principale rischio per la nostra posizione, poiché potrebbe costringere la Fed a riconsiderare la propria linea, a prescindere da un mercato del lavoro più morbido. Utilizzeremo quel dato per rivalutare le posizioni.
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