Commerzbank ha dichiarato che i dati più deboli sull’occupazione negli Stati Uniti relativi a giugno, insieme alle revisioni al ribasso dei mesi precedenti, hanno attenuato le ragioni a favore di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di fine luglio. La banca ha inoltre indicato il forte calo dei prezzi del petrolio e l’aspettativa di un raffreddamento dell’inflazione, fattori che riducono l’urgenza di una politica più restrittiva.
Nella sua valutazione aggiornata, Commerzbank si attende che i tassi di riferimento statunitensi restino invariati quest’anno e vede la Fed mantenere una linea di politica monetaria stabile. Mantiene inoltre una previsione secondo cui il tasso sui federal funds resterà invariato fino al 2026. Il report è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di Intelligenza Artificiale e revisionato da un editor, ed è stato pubblicato dal team FXStreet Insights.
Raffreddamento del mercato del lavoro e inflazione in calo riducono la pressione sulla Fed
Considerato che oggi è il 2 luglio 2026, i più recenti dati sull’occupazione hanno modificato le nostre aspettative in vista della prossima riunione della Federal Reserve. L’aggiunta di soli 95.000 posti di lavoro a giugno, ben al di sotto del consenso di 180.000, suggerisce che il mercato del lavoro si stia finalmente raffreddando. Riteniamo che ciò elimini qualsiasi pressione immediata sulla Fed per alzare i tassi più avanti questo mese.
Questa lettura è supportata da un’inflazione in attenuazione, con l’ultima rilevazione del Core CPI al 2,8%, in avvicinamento all’obiettivo della Fed. Il brusco calo del WTI a ridosso di 72 dollari al barile riduce inoltre le pressioni inflazionistiche. Di conseguenza, vediamo un percorso chiaro affinché la Fed resti in pausa fino a fine anno.
Reazioni di mercato e implicazioni per gli investimenti
Per i trader di derivati, questo segnala un’opportunità sui mercati dei futures sui tassi. Ci stiamo posizionando per un tasso sui federal funds stabile nell’attuale intervallo 4,75%-5,00% per il resto del 2026. Ciò significa che la strategia preferita è vendere derivati che trarrebbero beneficio da un rialzo dei tassi.
Ci aspettiamo un calo della volatilità di mercato ora che un rialzo a luglio è in larga misura fuori discussione. Il VIX è già sceso sotto 15 e prevediamo che rimanga contenuto nelle prossime settimane. Questo contesto favorisce strategie che beneficiano di bassa volatilità, come la vendita di put out-of-the-money sui principali indici.
La prospettiva di una Fed stabile ha implicazioni rilevanti anche per il dollaro statunitense. Se altre banche centrali dovessero mantenere un’impostazione più aggressiva, il vantaggio di rendimento del dollaro potrebbe ridursi. Guardiamo quindi a strategie in opzioni che scommettono su un indebolimento del biglietto verde contro valute come euro o yen.
La situazione richiama il “pivot” della Fed verso una pausa a fine 2018, dopo una serie di rialzi dei tassi. Quella pausa contribuì ad alimentare un recupero dei mercati azionari all’inizio del 2019. Vediamo delinearsi ora un’impostazione simile, che suggerisce nel breve termine un contesto stabile, se non favorevole, per gli asset rischiosi.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.