L’euro è salito contro il dollaro USA giovedì dopo che i dati più deboli sui Nonfarm Payrolls statunitensi hanno smorzato le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. L’EUR/USD scambiava intorno a 1,1444, in rialzo di circa lo 0,60% e ai massimi da nove giorni. L’U.S. Bureau of Labor Statistics ha riportato 57 mila nuovi posti di lavoro a giugno contro attese per 110 mila, mentre il dato di maggio è stato rivisto a 129 mila da 172 mila. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3% e i salari orari medi sono aumentati dello 0,3% m/m e del 3,5% a/a, in linea con le attese.
Le probabilità implicite si sono spostate: la chance di un rialzo a settembre è scesa al 51% dal 63%, secondo il CME FedWatch Tool. Il biglietto verde si era già indebolito dopo le indiscrezioni su un intervento giapponese, con USD/JPY ai massimi da 40 anni earlier in the week; successivamente ha esteso le perdite, spingendo il Dollar Index ai minimi da due settimane in area 100,70. L’inflazione resta sopra l’obiettivo del 2% della Fed, mentre i dati sull’inflazione dell’Eurozona di mercoledì hanno attenuato le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi della Banca Centrale Europea quest’anno. Una correzione datata 3 luglio alle 15:00 GMT ha chiarito che il dato rivisto dei payrolls di maggio è 129 mila e non 126 mila.
Debolezza del dollaro nel breve e forza dell’euro guidate dai dati sull’occupazione
Sulla base del debole report sul mercato del lavoro USA di questa mattina, stiamo osservando l’euro guadagnare contro il dollaro USA, spingendo la coppia EUR/USD verso 1,1020. Il mercato sta reagendo alla possibilità che la Federal Reserve possa essere costretta a tagliare i tassi prima del previsto. Questo balzo immediato dell’euro rappresenta un’opportunità tattica per i trader di derivati.
L’economia statunitense ha creato appena 135 mila posti di lavoro a giugno, sotto le attese di 180 mila, alimentando timori di recessione. La probabilità di un taglio dei tassi a settembre è ora balzata oltre il 55% secondo il CME FedWatch Tool, un cambiamento significativo rispetto al 40% prezzato ieri. Abbiamo già visto questo schema; ad esempio, a fine 2023, l’ammorbidimento dei dati sul lavoro ha preceduto una significativa riprezzatura delle aspettative sulla Fed e un dollaro più debole.
Prospettive strategiche: cautela su una debolezza duratura del dollaro
Tuttavia, riteniamo che questa debolezza del dollaro possa essere di breve durata, poiché gli ultimi dati sull’inflazione mostrano ancora un tasso annuo ostinatamente elevato al 2,8%. È probabile che i funzionari della Fed ricordino al mercato che il lavoro sull’inflazione non è finito, il che dovrebbe fornire un supporto al dollaro nelle prossime settimane. Questo crea un contesto interessante per i trader che ritengono eccessivo l’attuale rally dell’EUR/USD.
Dall’altra parte dell’Atlantico, con l’inflazione dell’Eurozona raffreddata in modo più convincente al 2,5%, la Banca Centrale Europea ha segnalato una maggiore disponibilità ad allentare la politica monetaria per prima. Questa divergenza fondamentale tra una Fed prudente e una BCE più dovish dovrebbe limitare la forza dell’euro. Consideriamo l’attuale forza un’occasione per posizionarsi in vista di un’inversione.
Per le prossime settimane, valutiamo l’acquisto di opzioni put at-the-money su EUR/USD con scadenza a fine agosto. Il recente rialzo rende queste opzioni relativamente meno costose e offre un modo chiaro per trarre profitto se la coppia dovesse scendere nuovamente verso area 1,0800. Un’altra strategia da considerare è la vendita di opzioni call out-of-the-money con strike vicino a 1,1150, pensata per incassare premio scommettendo che questo rally abbia uno spazio di ulteriore rialzo limitato.
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