USD/CHF è sceso giovedì, mentre le vendite generalizzate sul Dollaro USA hanno seguito un rapporto sui Nonfarm Payrolls statunitensi più debole. Il cambio si muoveva intorno a 0,8029, il livello più basso dal 18 giugno, in calo di quasi lo 0,80% nella seduta. Il Bureau of Labor Statistics ha indicato che l’economia ha creato 57 mila posti di lavoro a giugno, contro un consenso di 110 mila, mentre il dato di maggio è stato rivisto a 129 mila da 172 mila. Nonostante ciò, il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3% e le Retribuzioni Orarie Medie sono aumentate dello 0,3% su base mensile e del 3,5% su base annua, in linea con le attese.
Dopo i dati, le aspettative sui tassi si sono spostate: il CME FedWatch Tool mostrava la probabilità implicita di una mossa della Federal Reserve a settembre in calo al 51% dal 63%. Il Dollaro era inoltre sotto pressione in precedenza, mentre lo Yen giapponese rimbalzava su indiscrezioni di un possibile intervento ufficiale. In questo contesto, il Dollar Index USA si attestava intorno a 100,70, in calo di circa lo 0,70%, mentre l’attenzione si spostava anche sulla Svizzera, dove il CPI a giugno è stato pari a 0,0% su base mensile contro una previsione di 0,1% e 0,2% in precedenza; l’inflazione annua è scesa allo 0,5% dallo 0,6%, all’interno del range 0%–2% della BNS, insieme a un tasso di riferimento allo 0%.
Attese sulla Federal Reserve in evoluzione e segnali di indebolimento del mercato del lavoro USA
Il dato debole sull’occupazione cambia in modo sostanziale la nostra visione sul percorso della Federal Reserve per il resto dell’estate. Leggiamo il brusco calo dei payrolls da un valore rivisto di 129 mila a maggio ad appena 57 mila a giugno come un chiaro segnale di raffreddamento del mercato del lavoro statunitense. Questo riduce drasticamente la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi nei prossimi mesi.
Non si tratta di un dato isolato; segnali in questa direzione erano già emersi in altri indicatori anticipatori. Le offerte di lavoro, misurate dall’indagine JOLTS, sono già scese a 8,4 milioni a maggio, proseguendo un calo durato un anno dai picchi oltre 10 milioni. Anche l’ultima lettura dell’ISM Manufacturing PMI di giugno si è attestata a 46,3, segnando l’ottavo mese consecutivo di contrazione del settore manifatturiero.
Prospettive per USD/CHF e strategia di trading
Per questi motivi, ci concentriamo su un’ulteriore debolezza del Dollaro USA, in particolare contro il Franco svizzero. I dati sull’inflazione in Svizzera restano contenuti, con l’ultimo CPI annuo a solo 0,5%. Questo non dà alla BNS motivi per modificare l’impostazione attuale della politica monetaria, rendendo il cambio USD/CHF una scommessa “pura” sulla divergenza delle aspettative macroeconomiche statunitensi.
Riteniamo che l’acquisto di opzioni put su USD/CHF con scadenze tra fine luglio e agosto sia, in questa fase, la strategia più efficace. Ciò consente di beneficiare di ulteriori ribassi del cambio limitando al contempo le potenziali perdite. La volatilità implicita su queste opzioni è aumentata dopo il rapporto, ma ci aspettiamo che il movimento direzionale al ribasso risulti più marcato.
Storicamente, una sorpresa negativa significativa sul dato principale dei payrolls come questa non è solo un evento di un giorno; spesso definisce il tono delle contrattazioni per diverse settimane. L’attenzione del mercato si sposterà ora interamente sul prossimo rapporto sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) USA del 14 luglio. Un’ulteriore lettura morbida dell’inflazione consoliderebbe quasi certamente una pausa della Fed e spingerebbe USD/CHF verso area 0,7900.
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