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L’euro scende dopo un’inflazione debole nell’Eurozona, mentre la divergenza della Fed guida le prospettive estive sull’EUR/USD

by VT Markets
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Jul 2, 2026

L’euro si è indebolito sui cross dopo dati sull’inflazione dell’Eurozona più morbidi del previsto, che hanno introdotto dubbi sulla possibilità che la BCE proceda con un ulteriore rialzo a settembre. I mercati continuano a prezzare una mossa da 15 pb per quella riunione, ma l’inflazione potrebbe tornare a rafforzarsi nei prossimi mesi con la scadenza, a fine giugno, delle misure governative di sussidio energetico. Prezzi dell’energia più bassi continuano a moderare le prospettive d’inflazione, ma l’equilibrio dei rischi per la valuta si sta delineando soprattutto altrove.

È probabile che l’attenzione resti sulla Fed e sul dollaro durante l’estate. EUR/USD viene visto ritestare 1,1300 nelle prossime settimane, mentre il mercato si sposta verso un pricing di un rialzo Fed da 50 pb entro l’anno. Oltre tale fase, se la Fed dovesse rimanere in pausa, EUR/USD è atteso rientrare in un range 1,16–1,18 tra novembre e dicembre.

Divergenza di politica Fed e outlook di breve su EUR/USD

Con la data odierna al 2 luglio 2026, riteniamo che la narrativa di politica monetaria della Federal Reserve sia il principale driver di EUR/USD quest’estate. Gli ultimi dati sull’inflazione USA, con il Core PCE stabile al 3,0%, stanno alimentando le scommesse del mercato su un ulteriore irrigidimento della Fed. Ciò contrasta con l’ultima stima flash dell’HICP dell’Eurozona al 2,1%, che lascia alla Banca Centrale Europea margine per una pausa.

Nelle prossime settimane ci aspettiamo che questa divergenza pesi sull’euro. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put su EUR/USD con scadenza agosto e strike intorno a 1,1350, per posizionarsi su un possibile ritest del supporto a 1,1300. Il crescente “rumor” su un rialzo Fed complessivo da 50 punti base entro fine anno è destinato a rafforzare il dollaro, rendendo questa un’operazione tattica di breve periodo.

Scenari di lungo periodo, strategie con derivati e rischi di volatilità

Tuttavia, la nostra view fondamentale è che la Fed alla fine rimarrà in pausa fino a fine anno. Ciò rispecchia schemi storici, come a fine 2018, quando i timori di mercato su un irrigidimento aggressivo si rivelarono eccessivi. Questo scenario preparerebbe il terreno per un’inversione significativa del dollaro più avanti nell’anno.

Per i trader che condividono questo orientamento di più lungo termine, riteniamo opportuno iniziare ad accumulare call con scadenze più lunghe. L’acquisto di call con scadenza novembre o dicembre e strike vicino a 1,1500 potrebbe risultare molto profittevole se la Fed dovesse mantenere le mani ferme e EUR/USD tornasse a oscillare verso il nostro target di range 1,16–1,18. L’attuale sentiment ribassista offre prezzi d’ingresso interessanti per queste posizioni rialziste.

L’incertezza legata alla scadenza dei sussidi energetici governativi in alcune economie chiave dell’Eurozona aggiunge un ulteriore livello di complessità. Sebbene ciò possa provocare un temporaneo rimbalzo dell’inflazione e spingere la BCE ad agire a settembre, riteniamo che la storia dominante della Fed finirà per oscurare questo fattore. Questa divergenza tra il pricing di mercato di breve termine e la nostra view di lungo periodo suggerisce un aumento della volatilità, a beneficio di strategie come i long straddle.

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