AUD/USD è salito marginalmente fino a circa 0,6900 negli scambi asiatici di giovedì dopo modeste perdite, trovando supporto nel Dollaro australiano grazie ai dati commerciali domestici. L’attenzione si sposta ora sul rapporto statunitense sui Nonfarm Payrolls di giugno, atteso più tardi in giornata, un test chiave per la direzione del Dollaro nel breve termine.
Il saldo commerciale dell’Australia è passato a un deficit di 3.018 milioni di dollari australiani su base mensile in maggio, invertendo rispetto al precedente surplus di 1.383 milioni di dollari australiani, a sua volta rivisto da 1.791 milioni; il consenso indicava un surplus di 2.200 milioni. Le esportazioni sono scese del 6,9% su base mensile dopo un aumento del 7,2%, mentre le importazioni sono salite del 2,6% dopo un +0,2% rivisto in aprile, rispetto allo 0,8% inizialmente stimato. Il Dollaro USA si è stabilizzato dopo che il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, non ha fornito indicazioni esplicite su luglio e ha ribadito l’obiettivo di inflazione al 2%, segnalando anche una preferenza per la riduzione del portafoglio obbligazionario dopo un’adeguata preparazione pubblica. Il sentiment di rischio complessivo è migliorato dopo che il Qatar ha citato “progressi positivi” nei colloqui USA-Iran, e il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che le discussioni a Doha stanno andando bene, con negoziati sul nucleare attesi a breve.
I dati economici australiani e statunitensi preparano il terreno
Osserviamo che la coppia AUD/USD è bloccata in un range ristretto intorno a 0,6900, riflettendo un braccio di ferro tra la debolezza dell’economia australiana e un Dollaro USA più morbido. Questa indecisione è tipica in vista di una pubblicazione di rilievo come il rapporto sul mercato del lavoro statunitense. Il mercato cerca un segnale chiaro per sbloccare l’attuale situazione di stallo.
Il deficit commerciale australiano a sorpresa di 3.018 milioni di dollari australiani per maggio rappresenta un significativo vento contrario per l’Aussie, soprattutto con esportazioni in forte calo del 6,9%. Questo dato debole, insieme al CPI trimestrale australiano diffuso la scorsa settimana e sceso al 3,5%, lascia alla Reserve Bank of Australia pochi motivi per valutare ulteriori rialzi dei tassi. Questa fragilità di fondo suggerisce che eventuali fasi di forza dell’AUD potrebbero essere di breve durata.
Sul fronte opposto, il Dollaro USA sta perdendo parte della sua attrattiva dopo che i recenti commenti della Federal Reserve sono stati interpretati come meno aggressivi. Le quotazioni di mercato, come mostrato dal CME FedWatch Tool, indicano ora che la probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio è scesa ad appena il 40%, rispetto a oltre il 65% di due settimane fa. Questo cambiamento delle aspettative sta attualmente limitando il potenziale rialzista del biglietto verde.
A contribuire alla debolezza del Dollaro è anche il miglioramento dell’appetito per il rischio, alimentato da notizie ottimistiche sui colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran. Storicamente, una riduzione delle tensioni geopolitiche riduce la domanda di Dollaro USA come bene rifugio. Questo contesto tende a favorire valute sensibili al rischio come il Dollaro australiano.
Posizionamento di mercato in vista dei dati chiave sul lavoro negli USA
Il focus immediato per noi è il rapporto sui Nonfarm Payrolls di giugno, che sarà pubblicato più tardi oggi. Il consenso di mercato è per un aumento di circa 195.000 occupati, in leggero raffreddamento rispetto ai mesi precedenti. Un dato sensibilmente più forte probabilmente riaccenderebbe le scommesse su un rialzo dei tassi Fed e sosterrebbe l’USD, mentre un report debole rafforzerebbe la lettura meno “hawkish” e peserebbe sulla valuta.
Considerato il rischio binario legato al report sul lavoro, riteniamo che acquistare volatilità sia l’approccio più sensato. Ci posizioniamo acquistando straddle di breve scadenza su AUD/USD, che consiste nel comprare sia un’opzione call sia una put. Questa strategia consente di beneficiare di un forte movimento dei prezzi in entrambe le direzioni dopo la pubblicazione del dato, senza dover scommettere sull’esito.
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