La sterlina è rimbalzata dai minimi di fine giugno in area 1,3150, riportando il cambio GBP/USD verso 1,3300, ma ha faticato a proseguire mentre le EMA a 50 e 200 giorni convergono sopra le quotazioni. Lo Stochastic RSI ha invertito al ribasso da livelli elevati, segnalando che lo slancio del movimento si sta affievolendo prima che il prezzo superi barriere tecniche chiave. Con entrambe le medie mobili ancora orientate verso il basso e lo spot che scambia al di sotto, la struttura di mercato suggerisce una fase correttiva più che un’inversione duratura, a meno di una chiusura giornaliera che rompa il “tappo” compreso tra circa 1,3350 e 1,3400; in tal caso, 1,3500 diventerebbe il successivo ostacolo.
L’agenda di breve periodo è fitta. Il Governatore della BoE è atteso in intervento oggi alle 13:00 GMT e di nuovo venerdì alle 15:00 GMT, mentre un altro membro del board parlerà giovedì; qualsiasi cambio di tono potrebbe incidere sul supporto dei rendimenti implicito nella decisione “spaccata” e hawkish del mese scorso di mantenere i tassi invariati. Negli Stati Uniti, i Nonfarm Payrolls (NFP) saranno pubblicati giovedì alle 12:30 GMT, anticipati per la festività dell’Independence Day, con consenso intorno a 110mila contro i 172mila precedenti. Sul grafico, il supporto si colloca in area 1,3250; una chiusura al di sotto riporterebbe l’attenzione su 1,3150.
Resistenze tecniche e venti contrari macro
Riteniamo che la sterlina stia faticando a guadagnare terreno dopo il recente rimbalzo. GBP/USD è chiaramente contenuto da un “tetto” tecnico tra 1,3350 e 1,3400, dove si concentra un cluster di medie mobili chiave. L’incapacità del mercato di spingersi più in alto suggerisce che si tratti solo di un rimbalzo debole all’interno di un più ampio trend ribassista.
La valuta è stretta tra una Bank of England dal tono hawkish e un contesto politico fragile. I dati sull’inflazione nel Regno Unito pubblicati il mese scorso hanno mostrato un CPI ancora ostinatamente elevato al 3,4%, dando alla BoE motivi per mantenere una linea dura e offrendo un “pavimento” alla sterlina. Tuttavia, con il perdurante vuoto di leadership, l’ultimo indice di fiducia dei consumatori GfK è sceso ai minimi degli ultimi sei mesi, spiegando perché ogni rialzo viene venduto.
Il test principale della settimana arriva giovedì con il rapporto US sui Nonfarm Payrolls. Il mercato si attende un dato headline intorno a 110.000, un netto calo rispetto alla media semestrale di 185.000, che segnalerebbe un rallentamento significativo dell’economia statunitense. A riflesso dell’incertezza, la volatilità implicita a una settimana sulle opzioni GBP/USD è salita oltre il 9%, mentre i trader si attendono un movimento deciso dei prezzi.
Strategia e livelli chiave da monitorare
Dato il nostro scenario, secondo cui il “soffitto” a 1,3400 è destinato a reggere, vendiamo forza tramite opzioni. Un bear call spread è una strategia efficace in questo contesto: ad esempio, vendere la call 1,3400 e acquistare la call 1,3500 con scadenza agosto per incassare premio. La posizione beneficia se il cross resta sotto la nostra area di resistenza nelle prossime settimane.
Monitoriamo inoltre con molta attenzione il supporto in area 1,3250 come trigger per un’impostazione più ribassista. Una chiusura giornaliera sotto questo livello confermerebbe il fallimento del recente rimbalzo e aprirebbe la strada a un nuovo test dei minimi di giugno vicino a 1,3150. In tale scenario, valuteremmo l’acquisto di put per sfruttare una possibile accelerazione al ribasso.
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