La sterlina è salita dello 0,14% mercoledì nonostante la diffusa forza del dollaro USA, con GBP/USD a 1,3277 dopo un rimbalzo da un minimo intraday di 1,3219. Il movimento ha seguito dati USA più deboli insieme alle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha affermato che la Fed non fornirà forward guidance pur riconoscendo che l’inflazione resta troppo alta.
In precedenza nella seduta, la sterlina era in calo dello 0,22% in area 1,3234 durante gli scambi europei, mentre l’aumento dei rendimenti dei Treasury USA sosteneva il dollaro. In Asia, GBP/USD oscillava intorno a 1,3245, con l’attenzione rivolta agli sviluppi politici nel Regno Unito, inclusa la speculazione su Andy Burnham e il rispetto delle regole fiscali esistenti, mentre il governatore della Bank of England Andrew Bailey era atteso in intervento più tardi nella giornata. L’attenzione si sposta quindi sui dati dell’occupazione USA di giugno in uscita giovedì.
Sterlina stretta tra dati USA e segnali della Fed
Stiamo vedendo la sterlina faticare a trovare una direzione intorno alla soglia di 1,3250, intrappolata tra segnali contrastanti provenienti dagli Stati Uniti. Se da un lato dati macro USA più morbidi offrono un certo supporto, dall’altro commenti “hawkish” della Federal Reserve mantengono il dollaro forte. Questo tira-e-molla crea un contesto complesso, in cui è difficile individuare trend chiari.
Il rapporto sull’occupazione USA di giugno, pubblicato oggi, ha mostrato buste paga non agricole (Non-Farm Payrolls) pari a 170.000, sotto il consenso di mercato di 200.000. Questo ha inizialmente indebolito il dollaro, poiché suggerisce che l’economia statunitense potrebbe raffreddarsi più rapidamente del previsto. Storicamente, una sorpresa negativa di questa entità può innescare oscillazioni immediate di 70 pip o più su GBP/USD.
Tuttavia, va ricordato che l’inflazione USA resta la preoccupazione principale per la Fed, con l’ultimo indice Core PCE Price Index ancora al 3,4% su base annua. Il dato rimane ben al di sopra dell’obiettivo della banca centrale, motivo per cui i funzionari della Fed continuano a segnalare che non hanno fretta di tagliare i tassi. Questa tenuta dell’inflazione sottostante pone un “pavimento” al dollaro e limita il potenziale di rialzo della sterlina.
Incertezza politica UK, volatilità e strategie di trading
Sul nostro lato dell’Atlantico, anche l’incertezza politica nel Regno Unito pesa sulla sterlina. Le discussioni sulla disciplina fiscale sotto una possibile nuova leadership si bilanciano con la posizione già complessa della Bank of England. Il mercato al momento prezza solo un ulteriore taglio dei tassi da parte della BoE entro fine anno, una netta revisione rispetto a pochi mesi fa.
Considerata questa volatilità, riteniamo che i trader su derivati dovrebbero valutare strategie che beneficiano delle oscillazioni di prezzo più che di una direzione specifica. L’acquisto di straddle o strangle su GBP/USD potrebbe essere un modo efficace per sfruttare la fase di “chop” attesa nelle prossime settimane. La volatilità implicita è salita ai massimi da due mesi, riflettendo l’incertezza del mercato in vista delle prossime decisioni delle banche centrali.
Ora l’attenzione si sposta su livelli tecnici chiave, mentre il mercato assimila i dati sull’occupazione di oggi. Osserveremo se il cambio riuscirà a rompere e mantenersi sopra la resistenza di 1,3300 sulla scia della debolezza USA. In caso contrario, è molto probabile un nuovo test del supporto in area 1,3200, barriera psicologica rilevante.
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