Il WTI ha esteso le perdite mercoledì, poiché il miglioramento dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz ha riportato i prezzi verso i livelli pre-conflitto, superando l’impatto dei nuovi dati sulle scorte statunitensi. Il contratto scambiava intorno a 68,13 dollari al barile, in calo di quasi il 2,60% nella giornata, mentre il mercato riduceva il premio per il rischio geopolitico accumulato durante la guerra tra USA e Iran.
I dati della US Energy Information Administration (EIA) hanno mostrato che le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 3,775 milioni di barili nella settimana conclusa il 26 giugno, il decimo calo settimanale consecutivo. La flessione è risultata inferiore alle attese di un calo di 5,1 milioni di barili ed è seguita a una diminuzione di 6,088 milioni di barili della settimana precedente, mentre le scorte sono scese al livello più basso da settembre 2018. Le trattative tra Teheran e Washington restano irrisolte, con divergenze sulle ispezioni del programma nucleare iraniano e sul controllo di Hormuz, inclusa la spinta dell’Iran per pedaggi di transito contro le richieste statunitensi di libero passaggio. Separatamente, Reuters ha riportato che l’OPEC+ dovrebbe concordare domenica un ulteriore aumento dell’offerta, con fonti che indicano un incremento di circa 188.000 barili al giorno ad agosto, in linea con giugno e luglio.
Prospettive di mercato e strategia di trading
Alla luce dell’attuale sentiment di mercato, riteniamo che la “path of least resistance” per il West Texas Intermediate sia al ribasso nelle prossime settimane. La combinazione tra la ripresa dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz e l’atteso aumento dell’offerta da parte dell’OPEC+ crea un vento contrario significativo. Ciò suggerisce che il premio per il rischio geopolitico che aveva spinto i prezzi più in alto sia ormai in larga parte svanito.
Ci posizioniamo di conseguenza valutando opzioni put per beneficiare di una potenziale discesa verso la fascia dei 60 dollari medi. In particolare, riteniamo interessanti i contratti di agosto con strike intorno a 65 dollari, poiché questa finestra temporale consente al mercato di digerire pienamente l’esito della riunione OPEC+ di questo fine settimana. Un incremento graduale delle posizioni corte sui futures WTI, con stop-loss stretti sopra 70 dollari, è un’altra strategia che stiamo implementando.
La recente dinamica dei prezzi, scesi da oltre 85 dollari al barile durante il picco del conflitto USA-Iran il mese scorso, mostra quanto rapidamente questo tipo di rischio possa essere “prezzato fuori” dal mercato. L’atteso aumento dell’offerta di 188.000 barili al giorno da parte dell’OPEC+ è contenuto, ma segnala al mercato che l’alleanza è concentrata nel prevenire un surriscaldamento dei prezzi. Questo tipo di incremento graduale storicamente si è dimostrato efficace nel limitare i rally.
Gestione della volatilità e copertura dei rischi
Tuttavia, l’accordo tra USA e Iran resta fragile, il che implica che la volatilità potrebbe tornare in modo inatteso. Il CBOE Crude Oil Volatility Index (OVX), recentemente vicino a 38, rimane elevato rispetto alle medie storiche, indicando che il mercato è ancora nervoso. Riteniamo pertanto essenziale coprirsi contro un’improvvisa inversione nel caso in cui i negoziati fallissero.
Per gestire questo rischio, stiamo acquistando call opzioni “cheap”, out-of-the-money, come copertura delle nostre posizioni corte. L’implementazione di bear put spread è un’altra strategia che stiamo utilizzando: limita il profitto potenziale, ma offre un rischio definito e ridotto se il prezzo dovesse impennarsi improvvisamente. Questo tutela il capitale da eventuali rotture diplomatiche sul dossier dello Stretto di Hormuz.
Osserviamo inoltre che i dati rialzisti sulle scorte non dovrebbero essere del tutto ignorati, poiché indicano un mercato fisico tirato. Le scorte commerciali USA sono scese al livello più basso dalla fine del 2018, quando erano stabilmente sotto 420 milioni di barili. Questa tensione di fondo potrebbe fornire un “pavimento” e impedire un vero e proprio crollo dei prezzi sotto i 60 dollari bassi.
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