EUR/USD ha recuperato parte del calo iniziale di mercoledì dopo dati USA più deboli e commenti del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che hanno pesato sul Dollaro. La coppia è scambiata in area 1,1387, in rialzo dai minimi intraday di 1,1361, pur restando in calo di circa lo 0,30% nella seduta. Al Forum BCE di Sintra, Warsh ha affermato che la Fed non fornirà forward guidance e ha aggiunto che i rischi sull’inflazione si sono ridotti, ribadendo al contempo l’obiettivo di ripristinare la stabilità dei prezzi.
I dati statunitensi hanno mostrato l’ADP Employment Change a 98 mila unità in giugno contro attese di 113 mila e 122 mila in maggio, mentre l’ISM Manufacturing PMI è sceso a 53,3 da 54, sotto le aspettative di 54. Il Dollar Index (DXY) è arretrato in area 101,34 dopo un massimo intraday a 101,59. I mercati prezzavano una probabilità del 67% di un rialzo dei tassi a settembre tramite il CME FedWatch Tool, con l’attenzione rivolta ai Nonfarm Payrolls (NFP) di giovedì. In precedenza, un’inflazione dell’Eurozona più morbida aveva raffreddato le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi BCE; la presidente Christine Lagarde ha detto che i rischi sono più ampiamente bilanciati e che la regione non è in stagflazione, mentre la BCE adotterà misure per contenere l’inflazione.
Dati macro USA e segnali di politica Fed
Il recente indebolimento dei dati macro USA, come il report ADP di giugno che mostra solo 98.000 nuovi posti nel settore privato, offre un’opportunità di trading. Lo interpretiamo come un segnale precoce che l’economia statunitense si sta raffreddando più rapidamente di quanto suggeriscano le dichiarazioni pubbliche della Federal Reserve. Questa divergenza tra retorica hawkish e dati in indebolimento crea una tensione che possiamo sfruttare.
Il mercato sembra aggrapparsi alla postura dura della Fed sull’inflazione, ma riteniamo che i dati recenti siano più rilevanti. Per contestualizzare, l’indice dei prezzi Core PCE, la misura d’inflazione preferita dalla Fed, è sceso al 2,8% annuo in maggio 2026, il livello più basso in oltre due anni. Questo rafforza l’idea che i rischi d’inflazione si siano effettivamente ridotti, rendendo meno giustificabile una politica restrittiva se anche il mercato del lavoro iniziasse a indebolirsi.
Sebbene i mercati prezzino una probabilità del 67% di un rialzo dei tassi a settembre, riteniamo che sia eccessiva. La dinamica ricorda cicli passati in cui la Fed ha mantenuto un tono hawkish finché i dati non hanno imposto una svolta. Di conseguenza, dovremmo posizionarci per una possibile riprezzatura delle aspettative sui tassi nelle prossime settimane, che graverebbe in modo significativo sul Dollaro.
Strategia di trading tra incertezza sugli NFP e rischi Eurozona
Alla luce della forte incertezza in vista dei Nonfarm Payrolls di domani, stiamo acquistando volatilità. Valutiamo l’acquisto di straddle a breve scadenza su EUR/USD, che beneficerebbero di un movimento di prezzo significativo in entrambe le direzioni dopo la pubblicazione. Un dato NFP sotto 120.000 probabilmente confermerebbe il nuovo trend di indebolimento e provocherebbe un calo marcato del dollaro.
Sull’altro lato della coppia, il potenziale rialzista dell’euro è limitato dal quadro macro domestico. I recenti dati Eurostat hanno mostrato che l’inflazione headline nell’Eurozona è scesa al 2,4% in giugno, ridimensionando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi BCE. Ciò implica che la nostra strategia dovrebbe concentrarsi più su una debolezza generalizzata del Dollaro che su una forza dell’euro in senso stretto.
Pertanto, se il report NFP di domani confermerà un ammorbidimento del mercato del lavoro, aumenteremo le posizioni ribassiste sul dollaro. In particolare, punteremo ad acquistare opzioni call EUR/USD out-of-the-money con scadenza settembre 2026. Questo ci consente di avere esposizione a un potenziale ribasso del dollaro fino al prossimo meeting chiave della Fed.
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