L’economia canadese ha avviato il secondo trimestre con slancio: ad aprile il PIL reale è aumentato dello 0,5%, superando il consensus dello 0,4%. La crescita è stata diffusa, ma trainata dall’energia, in rialzo del 3,1%, mentre l’estrazione mineraria, le cave e l’estrazione di petrolio e gas sono salite del 2,9%. Il miglioramento di aprile ha seguito una normalizzazione delle attività nelle sabbie bituminose e nei oleodotti dopo le precedenti interruzioni, e i prezzi elevati in maggio e per gran parte di giugno hanno sostenuto il settore nel corso del trimestre.
Includendo la stima preliminare, il PIL reale del secondo trimestre è in rotta per un aumento annualizzato del 2,3%; in termini pro capite, il PIL è stimato in crescita del 2,8% annualizzato. Le pressioni sui prezzi dovrebbero attenuarsi, mentre i volumi potrebbero rimanere sostenuti con la ricostituzione delle scorte ridotte nel secondo trimestre. Nonostante ciò, le prospettive restano fragili a causa dell’incertezza sui dazi, della debolezza delle compravendite nei principali mercati immobiliari e dell’impatto inflazionistico persistente legato ai precedenti rincari dei prezzi energetici.
Il settore energetico alimenta un inatteso slancio economico
Rileviamo che l’economia canadese ha iniziato il secondo trimestre con uno slancio inatteso, con un PIL reale in rotta per una solida crescita annualizzata del 2,3%. Questa forza è concentrata soprattutto nel comparto energetico, che è rimbalzato nettamente dopo le interruzioni precedenti. Ciò suggerisce opportunità rialziste di breve periodo su future oil & gas e su opzioni call su ETF legati al settore energetico.
Questa lettura è supportata dai dati più recenti: le quotazioni del Western Canadian Select hanno registrato una media superiore a 85 dollari USA per gran parte di giugno 2026, rafforzando i margini dei produttori. Inoltre, i volumi di esportazione di petrolio sono rimasti elevati, con il Trans Mountain pipeline stabilmente oltre 850.000 barili al giorno. Riteniamo che questa tenuta dell’energia possa sostenere il dollaro canadese contro il biglietto verde nelle prossime settimane.
Rischi, incertezza di policy e strategie di posizionamento
Tuttavia, dobbiamo riconoscere che questo scenario è fragile e presenta rischi al di fuori del comparto energetico. L’inflazione persistente e la debolezza del mercato immobiliare rappresentano ostacoli significativi per i consumatori. La Canadian Real Estate Association lo ha confermato segnalando un calo del 4,2% delle vendite di abitazioni a livello nazionale a maggio 2026, terzo arretramento mensile consecutivo.
Questo quadro economico complesso alimenta incertezza sulla politica monetaria, con impatti diretti sugli strumenti sensibili ai tassi. Sebbene la Bank of Canada abbia mantenuto la scorsa settimana il tasso di riferimento al 3,75%, il tono hawkish ha lasciato intendere un possibile rialzo a settembre se la crescita dovesse restare robusta. Ciò aumenta la pressione sui future obbligazionari canadesi e sui titoli del settore finanziario.
Alla luce di queste forze contrapposte, ci posizioniamo per un aumento della volatilità, soprattutto perché i negoziati ancora irrisolti sui dazi tra Stati Uniti e Canada su alluminio e veicoli elettrici aggiungono un ulteriore livello di rischio. Pur mantenendo le posizioni lunghe sull’energia, stiamo contestualmente acquistando opzioni put sulle principali banche canadesi e sull’indice TSX 60 più ampio. Questo offre una copertura necessaria contro un potenziale rallentamento più avanti nel terzo trimestre.
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