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Il WTI scivola sotto i 69 dollari mentre i colloqui USA-Iran riaccendono le speranze di maggiore offerta e persistono i rischi nello Stretto di Hormuz

by VT Markets
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Jul 1, 2026

I prezzi del greggio hanno esteso la loro discesa dopo aver chiuso il secondo trimestre con il calo più marcato dal 2020. Il benchmark statunitense West Texas Intermediate è sceso sotto i 69,00 dollari al barile mercoledì, per la prima volta sotto tale livello in quattro mesi, dopo che alcune notizie hanno indicato un nuovo round di colloqui tra USA e Iran.

Lo stato delle trattative è rimasto poco chiaro. La CNN ha riferito che le discussioni tecniche tra negoziatori statunitensi e iraniani sono riprese mercoledì, un giorno dopo che Teheran aveva escluso qualsiasi colloquio diretto con gli USA in questa settimana, mentre funzionari iraniani hanno affermato che i loro negoziatori incontreranno mediatori del Qatar per discutere le clausole di un memorandum of understanding, inclusi gli asset iraniani soggetti a restrizioni. Separatamente, il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è stato descritto come ridotto a un filo rispetto ai livelli prebellici, con gli USA che hanno invitato l’Iran a fare un passo indietro per consentire un passaggio sicuro, e l’Iran che ha ribadito la propria sovranità sulla via d’acqua, collegando qualsiasi discussione sul suo futuro al rispetto dei termini del memorandum.


Reazione del mercato ai titoli diplomatici e dinamiche dell’offerta

Con il West Texas Intermediate sceso sotto i 69 dollari, vediamo il mercato prezzare lo scenario migliore di un accordo USA-Iran. L’attuale azione dei prezzi è guidata interamente dai titoli di giornata, creando un contesto fragile. Dobbiamo trattare questa deriva al ribasso con estrema cautela, poiché la situazione diplomatica è chiaramente instabile.

Notiamo l’attenzione del mercato su una potenziale nuova offerta iraniana, soprattutto dopo che gli ultimi dati della Energy Information Administration (EIA) della scorsa settimana hanno mostrato un inatteso aumento delle scorte di 2,1 milioni di barili. Questa pressione dal lato dell’offerta sta contribuendo al calo dei prezzi sotto il livello chiave dei 70 dollari. Tuttavia, con la produzione USA che resta stabile intorno a 13,2 milioni di barili al giorno, il mercato è altamente sensibile a qualsiasi effettiva interruzione dell’offerta.


Strategie di volatilità e rischi legati allo Stretto di Hormuz

Alla luce delle notizie contrastanti provenienti dai negoziatori, riteniamo che la volatilità implicita nelle opzioni sul greggio sia un acquisto interessante per le prossime settimane. Il brusco calo dei prezzi rende le opzioni put apparentemente allettanti, ma il rischio di un’inversione improvvisa è elevato. Ci posizioneremo utilizzando long straddle sui contratti di agosto per capitalizzare un movimento significativo dei prezzi in entrambe le direzioni.

Lo Stretto di Hormuz è il fattore più critico, poiché storicamente controlla il transito di oltre 20 milioni di barili al giorno. Consideriamo il rifiuto dell’Iran di negoziarne lo status come un importante catalizzatore rialzista qualora i colloqui dovessero arenarsi. Di conseguenza, stiamo aggiungendo call out-of-the-money a basso costo come copertura, poiché qualsiasi segnale di fallimento dei colloqui potrebbe rapidamente riportare i prezzi verso gli 80 dollari al barile.

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