L’attività di mercato ha rallentato a metà settimana in vista di nuovi dati macro e di una fitta serie di interventi di banchieri centrali. In Europa sono attesi i dati preliminari di giugno dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), mentre negli Stati Uniti il calendario prevede la variazione dell’occupazione ADP di giugno e l’ISM manifatturiero (PMI). Alle 13:00 GMT, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, il governatore della Bank of England Andrew Bailey, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde e il governatore della Bank of Canada Tiff Macklem sono in programma per un panel al forum di Sintra della BCE.
Negli Stati Uniti, le dichiarazioni della presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack hanno registrato un punteggio FXS Speechtracker di 6,4/10 contro una media storica di 7/10, mentre il FXS Fed Sentiment Index è salito di 1,22 punti a 123,64, sopra la soglia neutrale di 100. Il Dollar Index è tornato in rialzo e si attestava intorno a 101,40 nelle prime ore di martedì, anche se i future sugli indici azionari USA cedevano tra lo 0,4% e lo 0,6%. USD/JPY ha superato 162,80 toccando un massimo di quattro decenni. Altrove, EUR/USD si manteneva appena sotto 1,1400, l’oro scendeva di oltre l’1% verso 3.950 dollari e GBP/USD trattava sotto 1,3250; l’ultimo Speechtracker su Bailey era 7,2 contro una media di 4,7, con l’inflazione britannica indicata come potenzialmente in risalita al 3,2% più avanti quest’anno e l’obiettivo descritto come raggiungibile entro aprile o maggio 2026 in assenza di guerra.
Interventi delle banche centrali e impatto sui mercati
Ci aspettiamo una volatilità significativa nelle prossime ore, poiché oggi sono previsti diversi interventi di banchieri centrali, che potrebbero innescare movimenti bruschi sui cambi e sui tassi. La chiave sarà il posizionamento in vista di un possibile rafforzamento del dollaro, dato che i funzionari della Federal Reserve appaiono più determinati a contrastare l’inflazione rispetto alle controparti in Europa e nel Regno Unito. Con l’ultimo dato del Core PCE Price Index USA di maggio rimasto ostinatamente al 3,6%, riteniamo che la Fed abbia poco margine e debba mantenere una linea dura.
Strategie di trading in risposta alla volatilità
Lo yen giapponese offre l’opportunità di trading più immediata, con USD/JPY oltre 162,80 su un massimo di quattro decenni. Occorre prepararsi a un intervento imminente della Bank of Japan, che potrebbe innescare un rally improvviso del 4-5% dello yen, simile ai movimenti violenti osservati durante gli interventi di fine 2022. Acquistare opzioni put su USD/JPY è un modo prudente per posizionarsi su questo scenario, soprattutto considerando che la festività USA di venerdì potrebbe creare una finestra operativa favorevole.
Euro e sterlina dovrebbero probabilmente proseguire la discesa contro il dollaro. L’ultima lettura dell’inflazione dell’Eurozona ha mostrato un lieve raffreddamento al 2,4%, lasciando alla BCE spazio per un atteggiamento più attendista, mentre la Fed si confronta con pressioni sui prezzi più persistenti. Prevediamo che la coppia EUR/USD continuerà a faticare sotto 1,1400, e che la strategia ottimale per le prossime settimane sia vendere i contratti futures sui rimbalzi.
L’oro è in calo perché le aspettative di tassi USA “più alti più a lungo” rendono meno attraente il metallo privo di rendimento. Il rendimento del Treasury decennale USA che tiene sopra il 4,5% rafforza questa pressione ribassista sulle quotazioni dell’oro, per cui puntiamo ad aumentare le posizioni short. Tuttavia, monitoriamo anche le tensioni nello Stretto di Hormuz: qualsiasi escalation potrebbe far impennare i prezzi del petrolio, e potremmo valutare l’acquisto di opzioni call a buon mercato, out-of-the-money, sul greggio come copertura.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.