USD/CAD ha registrato un leggero rialzo mercoledì negli scambi europei, attestandosi in area 1,4210 dopo modeste perdite nella seduta precedente e rimanendo vicino a un massimo di circa 15 mesi. Sul grafico giornaliero, la coppia resta all’interno di un canale ascendente e scambia sopra la Media Mobile Esponenziale (EMA) a nove giorni, con l’EMA di breve periodo ancora al di sopra di quella di più lungo termine. Gli indicatori di momentum risultano tirati: l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni si colloca a 78,6, mantenendo il mercato in territorio di ipercomprato e aumentando il rischio di un ritracciamento qualora la pressione in acquisto si attenui.
Sul fronte rialzista, la resistenza è concentrata a 1,4248, massimo di quasi 15 mesi segnato il 24 giugno, e quest’area coincide con il limite superiore del canale in prossimità di 1,4320. Una rottura sostenuta sopra tale zona sposterebbe l’attenzione verso 1,4400. Il supporto parte dall’EMA a nove giorni a 1,4177; una discesa al di sotto di questo livello indicherebbe il limite inferiore del canale vicino a 1,4040, con l’EMA a 50 giorni a 1,3947 come ulteriore riferimento al ribasso.
Driver del trend rialzista
Stiamo monitorando da vicino la coppia USD/CAD mentre si mantiene in prossimità dei massimi a 15 mesi, mostrando un chiaro trend rialzista all’interno del canale ascendente. Il recente rapporto statunitense sui Non-Farm Payrolls, che ha evidenziato un incremento superiore alle attese di 285.000 posti di lavoro a giugno 2026, continua ad alimentare la forza del dollaro USA. Questo dato rafforza la recente impostazione “hawkish” della Federal Reserve, suggerendo che i tassi di policy potrebbero restare elevati più a lungo.
Ciò contrasta nettamente con la Bank of Canada, che la scorsa settimana ha mantenuto il tasso di riferimento al 4,25% citando un raffreddamento dell’inflazione domestica. Questa divergenza di politica monetaria è un driver primario della spinta rialzista della coppia. Ad aggiungere ulteriore pressione sul “loonie”, i prezzi del WTI hanno faticato a mantenersi sopra i 75 dollari al barile, incidendo sul valore del dollaro canadese, legato alle materie prime.
Tattiche di trading e gestione del rischio
Alla luce del forte momentum rialzista, stiamo valutando l’acquisto di opzioni call con strike orientati nella fascia 1,4300–1,4350, in particolare con scadenze tra fine luglio e agosto 2026. Questa strategia consente di beneficiare di una potenziale rottura del massimo a 1,4248 con rischio definito. Il target finale è coerente con il limite superiore del canale ascendente in area 1,4320.
Tuttavia, è necessario mantenere prudenza poiché l’RSI a 14 giorni è sopra 78, segnalando condizioni di ipercomprato che potrebbero sfociare in un ritracciamento brusco. Un calo improvviso dei dati sull’inflazione USA o un rimbalzo inatteso dei prezzi del petrolio potrebbe innescare prese di profitto. Il mercato mostra una forza simile alla fase di accelerazione vista a inizio 2020, anche se questa volta più guidata dai differenziali di tasso che dall’avversione globale al rischio.
Per gestire tale rischio, stiamo impostando alert sull’EMA a nove giorni a 1,4177, che rappresenta la prima linea di difesa del trend in atto. Una rottura confermata al di sotto di questo livello segnalerebbe una perdita di slancio e potrebbe indurci a coprire le posizioni lunghe. In questo scenario, stiamo valutando anche opzioni put con strike intorno a 1,4150 come possibile strategia di protezione del portafoglio.
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