L’Indice delle materie prime della RBA australiana, espresso in termini di DSP (SDR), è salito al 16,9% su base annua a giugno, in lieve aumento rispetto al 16,8% precedente. Il dato implica una marginale accelerazione del ritmo annuo dell’indice.
La lettura di giugno mantiene comunque la misura su livelli vicini a quelli recenti, con il rialzo tendenziale che resta nella fascia “mid-teens”. La serie della RBA monitora l’andamento dei prezzi delle commodity espressi in DSP, offrendo una lettura delle pressioni sui prezzi basata su un paniere valutario.
Crescita delle commodity in fase di plateau e implicazioni valutarie
Stiamo osservando che la crescita tendenziale dei prezzi delle materie prime, pur rimanendo molto elevata al 16,9%, sta iniziando a stabilizzarsi. Questo piccolo incremento suggerisce che la fase principale di accelerazione dei prezzi potrebbe, per ora, essere alle spalle. I guadagni più “facili” derivanti dal semplice posizionamento long su commodity e asset legati alle commodity potrebbero essere già stati realizzati.
Questo livello di prezzi persistentemente alto fornisce un solido supporto fondamentale al dollaro australiano. Tuttavia, con l’AUD/USD già in area massimi a due anni a 0,7050, riteniamo che lo slancio della valuta possa essere limitato in assenza di un nuovo catalizzatore. I dati sul posizionamento speculativo della CFTC indicano inoltre che le posizioni long su AUD sono già piuttosto affollate, aumentando il rischio di un’inversione.
Impatto sull’azionario e strategie operative
Per l’ASX 200, i settori materiali ed energia — che hanno trainato gran parte dei guadagni dell’indice nell’ultimo anno — potrebbero vedere un rallentamento della crescita degli utili. Potremmo valutare l’uso di opzioni per coprire posizioni long sull’azionario oppure la vendita di covered call sui principali miner come BHP e Rio Tinto. Questa strategia consente di incassare premio riconoscendo al contempo che un ulteriore forte upside potrebbe essere limitato nel breve.
La persistenza di prezzi delle commodity elevati continua ad alimentare l’inflazione domestica, che gli ultimi dati trimestrali indicavano ancora al 3,5%, ben al di sopra del target della RBA. Questo rende altamente improbabile che la banca centrale prenda in considerazione tagli dei tassi nel prossimo futuro. Di conseguenza, vediamo ancora valore in posizionamenti che puntano su tassi “più alti più a lungo”, come la vendita di future sui tassi d’interesse a breve.
In questo contesto di crescita dei prezzi elevata ma in appiattimento, riteniamo che la volatilità possa diminuire nelle prossime settimane. La vendita di premio tramite opzioni su cambi come l’AUD/USD o sull’indice ASX 200 potrebbe essere una strategia prudente. Queste operazioni beneficiano se gli asset sottostanti si muovono all’interno di un intervallo definito, coerentemente con una nostra visione di un mercato sostenuto ma privo di nuovi driver rialzisti.
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