I prezzi dell’oro in Pakistan si sono leggermente indeboliti mercoledì, secondo i dati di FXStreet. L’oro spot è stato indicato a 35.494,24 PKR al grammo, in calo rispetto a 35.812,39 PKR di martedì, mentre la quotazione per tola è scesa a 413.997,90 PKR da 417.708,80 PKR. FXStreet ha inoltre stimato il prezzo a 354.942,40 PKR per 10 grammi e a 1.103.995,00 PKR per oncia troy.
I calcoli adattano le quotazioni internazionali, convertendole in unità locali tramite il tasso di cambio USD/PKR, e vengono aggiornati quotidianamente al momento della pubblicazione; i valori sono descritti come indicativi e soggetti a variazioni locali. In un contesto di mercato più ampio, l’oro è comunemente considerato una riserva di valore e un bene rifugio, oltre che una copertura contro inflazione e deprezzamento valutario. Le banche centrali sono indicate come i maggiori detentori e, secondo il World Gold Council, nel 2022 hanno aggiunto 1.136 tonnellate per un controvalore di circa 70 miliardi di dollari, il livello annuo più elevato mai registrato; l’oro tende inoltre a muoversi in senso inverso rispetto al Dollaro USA e ai Treasury statunitensi ed è prezzato in dollari come XAU/USD.
Driver di mercato e prospettive
Riteniamo che il lieve arretramento dei prezzi dell’oro sia un calo temporaneo, non un cambiamento del trend sottostante. Il fattore più rilevante per noi è il Dollar Index (DXY), che di recente si è indebolito, scendendo a 101,5 a fine giugno. Un dollaro più debole in genere fornisce un sostegno alle quotazioni dell’oro.
L’attenzione del mercato resta concentrata sulla prossima mossa della Federal Reserve, con i mercati dei derivati che ora prezzano una probabilità del 65% di un taglio dei tassi prima della fine del terzo trimestre. I recenti dati macro, incluso un rapporto Non-Farm Payrolls di maggio 2026 più debole delle attese, rafforzano l’ipotesi di un allentamento della politica monetaria. Tassi più bassi riducono il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento come l’oro, aumentandone l’attrattiva.
Nel frattempo, l’inflazione continua a rivelarsi persistente, con gli ultimi dati CPI fermi al 3,1%, ben al di sopra dell’obiettivo della Fed. Questa persistenza, insieme alle tensioni commerciali latenti nel Sud-Est asiatico, rafforza il ruolo dell’oro sia come copertura dall’inflazione sia come bene rifugio. Queste condizioni supportano una strategia di acquisto su eventuali debolezze di breve periodo.
Domanda delle banche centrali e posizionamento strategico
Osserviamo inoltre che le banche centrali hanno proseguito il robusto trend di acquisti degli anni precedenti. Gli ultimi dati del World Gold Council per il secondo trimestre 2026 mostrano che le banche centrali, in particolare quelle delle economie emergenti, hanno aggiunto altre 250 tonnellate alle riserve. Questa domanda istituzionale costante crea un solido “pavimento” dei prezzi e limita un significativo rischio di ribasso.
Alla luce di questi fattori, riteniamo che i livelli attuali rappresentino un’opportunità per costruire posizioni long tramite derivati. Privilegiamo l’acquisto di opzioni call con strike mirati a un movimento verso 2.450 dollari l’oncia nei prossimi due mesi. Un’eventuale rottura al di sotto del livello chiave di supporto tecnico a 2.280 dollari l’oncia ci porterebbe a rivalutare questo scenario rialzista.
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