L’Indice del Dollaro USA (DXY) si è mantenuto vicino a 101,20 martedì, mentre i mercati valutavano dati statunitensi contrastanti insieme a comunicazioni hawkish della Federal Reserve. L’EUR/USD è sceso a circa 1,1420 dopo che l’inflazione headline preliminare tedesca è rallentata al 2,4% a giugno dal 2,7% di maggio, mentre le vendite al dettaglio hanno sorpreso al rialzo con un +1,1% m/m a maggio dopo il -0,4% precedente. La sterlina è rimasta stabile attorno a 1,3255, con le indicazioni della Bank of England che suggeriscono pazienza anche se l’inflazione nel Regno Unito è vista potenzialmente in risalita verso il 3,2% più avanti quest’anno. Altrove, l’USD/JPY ha toccato un massimo di quattro decenni vicino a 162,60, mantenendo lo yen sotto pressione nonostante il continuo parlare di un intervento ufficiale.
L’AUD/USD si è rafforzato intorno a 0,6920 dopo che i verbali della Reserve Bank of Australia e dati cinesi più solidi hanno sostenuto la valuta, con il PMI manifatturiero NBS cinese a 50,3 a giugno e il PMI non manifatturiero a 50,2. Tra le materie prime, il WTI è scambiato vicino a 70,10 dollari al barile mentre l’allentamento delle preoccupazioni sull’offerta e le indiscrezioni su possibili colloqui USA-Iran hanno stabilizzato le attese; Reuters ha riferito che Brent e WTI stavano registrando i cali mensili e trimestrali più marcati dal 2020. L’oro è rimasto debole vicino a 4.020 dollari, poiché un dollaro più forte e il riemergere delle prospettive di rialzi dei tassi da parte della Fed hanno limitato la domanda.
Strategie sul Dollaro USA tra divergenze delle banche centrali globali
Alla luce dei commenti hawkish della Federal Reserve, riteniamo che il dollaro statunitense continuerà a mostrare una forza di fondo nelle prossime settimane. Con gli ultimi dati sul Core PCE USA che indicano un’inflazione ancora persistente al 2,8%, la Fed ha pochi motivi per virare da una linea restrittiva. Cercheremo di costruire posizioni lunghe sull’US Dollar Index (DXY) tramite contratti futures.
La divergenza tra la Fed e le altre banche centrali offre un’opportunità chiara, in particolare contro euro e sterlina. Il raffreddamento dell’inflazione tedesca al 2,4% dà alla Banca Centrale Europea margine per una pausa, mentre l’approccio “nessuna fretta” della Bank of England segnala debolezza. Utilizzeremo opzioni put su EUR/USD e GBP/USD per beneficiare di questo ampliamento del gap di politica monetaria.
Pur restando robusto il trend dell’USD/JPY, la posizione della coppia su un massimo di quattro decenni vicino a 162,60 ci rende estremamente cauti rispetto al rischio di intervento da parte delle autorità giapponesi. Abbiamo visto come l’intervento del Giappone a fine 2022 abbia provocato un’inversione brusca di oltre 5 yen in un solo giorno. Invece di assumere posizioni long dirette, utilizzeremo strategie in opzioni come call spread per limitare il rischio.
Il dollaro australiano trova supporto nei dati economici positivi dalla Cina, con il recente Caixin Services PMI che ha confermato un’espansione a 54. Una Cina più forte è positiva per l’Australia, ma la forza dominante resta il dollaro USA. Questo ci porta a una view neutrale su AUD/USD e a cercare invece forza relativa su cross come long AUD/JPY.
Approcci sulle materie prime: petrolio e oro
Prevediamo ulteriore debolezza per il WTI, che fatica a mantenere il livello dei 70 dollari al barile. Dati recenti dell’EIA hanno mostrato un inatteso aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti, segnalando che al momento l’offerta sta superando la domanda. Cercheremo di vendere futures su eventuali rimbalzi di breve periodo, puntando a un movimento verso la fascia media dei 60 dollari.
L’incapacità dell’oro di rimbalzare nonostante il livello elevato di 4.020 dollari è un segnale ribassista, poiché resta vulnerabile a un dollaro forte e a tassi d’interesse elevati. Con il rendimento del Treasury USA a 10 anni che si mantiene stabile sopra il 4,3%, l’attrattiva dell’oro, che non offre cedola, diminuisce in modo significativo. Lo vediamo come un’opportunità per vendere call out-of-the-money incassando premio, poiché i prezzi potrebbero ristagnare o scendere.
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