La sterlina è salita dello 0,11% contro il dollaro USA, con il cambio GBP/USD in area 1,3270, nonostante i dati britannici abbiano segnalato un indebolimento della dinamica. Il PIL è cresciuto dello 0,6% trimestre su trimestre nel primo trimestre 2026, mentre la crescita annua è rallentata allo 0,9% dall’1,1%. Negli Stati Uniti, a maggio le offerte di lavoro JOLTS sono aumentate a 7,594 milioni, sopra la stima di 7,3 milioni e oltre il dato di aprile rivisto al ribasso a 7,585 milioni; separatamente, la fiducia dei consumatori USA è migliorata a giugno grazie al calo dei prezzi della benzina, seguito a una tregua tra Stati Uniti e Iran. I mercati prezzavano inoltre 35 punti base di inasprimento della Federal Reserve entro fine 2026, mentre per luglio le attese erano di tassi invariati.
Sul fronte tecnico, il grafico giornaliero collocava GBP/USD intorno a 1,3253, mantenendo un’impostazione ribassista di breve periodo sotto le medie mobili a 50, 100 e 200 giorni, raggruppate in area 1,3420. La coppia risultava inoltre sotto una linea di trend rialzista violata a 1,3468 e una precedente linea di resistenza di un trend ribassista intorno a 1,3526, con RSI a 42. Le resistenze venivano indicate a 1,3420, poi 1,3468 e 1,3526; l’analisi citava un numero limitato di livelli di supporto mappati sotto 1,3253.
Divergenza di crescita e prospettive di politica monetaria
Riteniamo che l’economia del Regno Unito stia rallentando, con la crescita annua del primo trimestre sotto le attese e i recenti dati del British Retail Consortium che mostrano vendite al dettaglio di giugno in calo dell’1,5%. Al contrario, gli Stati Uniti si confrontano con un mercato del lavoro resiliente e segnali più “hawkish” da parte della Federal Reserve. Questa divergenza tra un Regno Unito in rallentamento e un’economia USA più solida è il tema centrale delle prossime settimane.
La preoccupazione del governatore della Bank of England, Bailey, per un’inflazione al 3,2% si complica alla luce dell’indebolimento dei dati sulla crescita. Nel frattempo, i funzionari della Fed appaiono più pronti a considerare rialzi dei tassi, un orientamento che storicamente ha favorito un dollaro più forte durante le fasi di divergenza di policy a partire dal ciclo di irrigidimento avviato nel 2022. A nostro avviso, l’ampliamento di questo divario di politica monetaria eserciterà pressione al ribasso sul cross GBP/USD.
Strategie per una fase di debolezza del GBP/USD
Alla luce di questo scenario, ci posizioniamo per un’ulteriore debolezza del GBP/USD. Consideriamo la resistenza in area 1,3420, corrispondente al cluster delle medie mobili, come un tetto solido. L’acquisto di opzioni put con strike sotto 1,3200 con scadenza tra fine luglio e agosto appare un modo prudente per sfruttare un potenziale movimento al ribasso.
Un’altra strategia consiste nel vendere call spread con un tetto in area 1,3420, che beneficerebbero di un cambio laterale o in calo. Sebbene il tool CME FedWatch indichi una probabilità del 90% di assenza di rialzi Fed a luglio, la probabilità di un rialzo a settembre è ora salita al 40%, sostenendo uno scenario di dollaro più forte. Questo rafforza la nostra view secondo cui eventuali rimbalzi della sterlina saranno probabilmente venduti.
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