Fondamentali del WTI, geopolitica e dinamiche di mercato
Il WTI ha scambiato in rialzo martedì, oscillando intorno a 70,80 dollari al barile, mentre i mercati valutavano l’incertezza sulle relazioni USA-Iran a fronte delle aspettative di un esito negoziato. Washington ha affermato che a Doha erano previsti nuovi colloqui, mentre Teheran ha contestato qualsiasi incontro con funzionari statunitensi e ha dichiarato che solo una delegazione di esperti si recherà in Qatar. Separatamente, il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha iniziato a riprendersi dopo un forte calo durante le recenti ostilità, sostenendo le attese di una graduale normalizzazione delle esportazioni di greggio.
Il miglioramento dei flussi ha spinto gli economisti interpellati da Reuters a tagliare le proiezioni di prezzo per il 2026: il WTI è visto in media a 79,49 dollari al barile contro una precedente stima di 84,63 dollari, mentre la crescita della domanda è attesa rallentare a causa della debolezza dei consumi cinesi. Il WTI, benchmark statunitense leggero e “sweet” prezzato sull’hub di Cushing, è guidato dalle dinamiche di domanda-offerta, dalla geopolitica, dalle sanzioni e dalla politica delle quote OPEC, oltre che dal Dollaro USA data la denominazione in dollari del greggio. Anche i report settimanali sulle scorte di API ed EIA influenzano i prezzi; le rispettive stime risultano tipicamente entro l’1% l’una dall’altra nel 75% dei casi, e la serie EIA è considerata più affidabile. L’OPEC comprende 12 produttori, mentre l’OPEC+ aggiunge dieci membri non OPEC, inclusa la Russia.
Prospettive di volatilità, dati sulle scorte e posizionamento strategico
Riteniamo che il West Texas Intermediate scambi intorno a 81,50 dollari al barile, riflettendo un mercato sospeso tra le speranze di una soluzione diplomatica con l’Iran e la realtà di un’offerta fisica tirata. Le prossime settimane saranno determinate dal fatto che l’ottimismo geopolitico riesca o meno a prevalere sulla rigidità dei fondamentali. I trader dovrebbero prepararsi alla volatilità, mentre queste narrazioni contrastanti si contendono la leadership.
Il report dell’American Petroleum Institute (API) di ieri sera, pubblicato il 29 giugno 2026, ha mostrato un calo inatteso delle scorte di greggio di 3,1 milioni di barili, significativamente superiore al draw di 1,2 milioni di barili atteso dagli analisti. Ciò suggerisce una domanda più forte del previsto, spingendoci a monitorare molto da vicino i dati ufficiali dell’Energy Information Administration (EIA) di domani per una conferma. Un dato analogo da parte dell’EIA probabilmente spingerebbe i prezzi verso i massimi recenti.
D’altra parte, i segnali sulla domanda dalla Cina stanno creando venti contrari per il mercato. Gli ultimi dati PMI manifatturiero pubblicati questa mattina per giugno 2026 si sono attestati a 49,8, mancando di poco la previsione di 50,1 e sconfinando in territorio di contrazione. Questa prospettiva di consumo più debole limita i rally dei prezzi e supporta l’idea che la crescita della domanda globale di petrolio stia rallentando.
Guardando avanti, ci concentriamo sul prossimo meeting OPEC+ a Vienna previsto per la seconda settimana di luglio. Le indiscrezioni di mercato si dividono sul fatto che il gruppo manterrà gli attuali tagli alla produzione a fronte del rallentamento della crescita globale. Anche gli Stati Uniti hanno ridotto i rilasci dalla Strategic Petroleum Reserve, che ora si trova al livello più basso dal 1983, rimuovendo una fonte chiave di offerta che ha contribuito a bilanciare il mercato.
Alla luce di queste forze contrapposte, riteniamo che nel breve termine lo scenario più probabile sia un mercato in range. Ciò suggerisce una strategia di vendita di volatilità, poiché è probabile che i prezzi fatichino a rompere con decisione in una direzione o nell’altra. Stiamo valutando la vendita di put out-of-the-money sotto livelli di supporto chiave intorno a 77 dollari, così come la vendita di call sopra i massimi recenti vicino a 85 dollari, per incassare premio dalla prevista fase di movimento irregolare dei prezzi.
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