EUR/USD è sceso leggermente a circa 1,1415 nelle prime contrattazioni asiatiche di martedì, mentre il posizionamento si è spostato in seguito alle prospettive sui rialzi dei tassi della Banca Centrale Europea. Christine Lagarde, aprendo lunedì il ritiro annuale della BCE, ha affermato che l’Europa sta diventando meno vulnerabile agli shock esterni grazie a un quadro finanziario migliorato e ai progressi nella transizione verde. Ha inoltre fatto riferimento a tensioni in attenuazione nell’ambito di un accordo di pace che resta “ben lontano dall’essere assicurato”, lasciando i policymaker a valutare se sia necessario un ulteriore inasprimento monetario.
Le aspettative per ulteriori mosse della BCE sono state ridimensionate con il calo dei prezzi dell’energia. Oxford Economics e Capital Economics non prevedono ulteriori aumenti, sebbene i mercati continuino a prezzare un ulteriore rialzo di un quarto di punto che porterebbe il tasso sui depositi al 2,50%. Negli Stati Uniti, il percorso dei tassi è stato riprezzato al rialzo, con i trader che attribuiscono una probabilità prossima al 60% a un rialzo della Federal Reserve entro settembre, sulla base dello strumento CME FedWatch. L’attenzione più avanti in settimana si sposta sui dati USA dell’occupazione ADP e sulle Nonfarm Payrolls, che potrebbero orientare la postura di politica monetaria della Fed.
Divergenza tra la politica della BCE e quella della Fed spinge EUR/USD al ribasso
Riteniamo che la coppia EUR/USD sia sotto pressione ribassista, attualmente in area 1,0750. Il principale fattore è la crescente divergenza nelle aspettative di politica monetaria tra la Banca Centrale Europea (BCE) e la Federal Reserve (Fed) statunitense. Ciò suggerisce che, nelle prossime settimane, il percorso di minore resistenza per la coppia sia verso il basso.
La visione sulla BCE si è ammorbidita sensibilmente dopo che l’ultima stima flash di Eurostat ha mostrato l’inflazione di giugno 2026 in calo all’1,9%, appena sotto l’obiettivo della banca centrale. Storicamente, quando l’inflazione scende al di sotto dei target, le banche centrali tendono a virare verso un orientamento più dovish. I mercati dei derivati ora prezzano una probabilità superiore al 70% di un taglio dei tassi BCE entro settembre, un netto ribaltamento rispetto a solo un mese fa.
Al contrario, le prospettive sui tassi di interesse USA sono diventate più hawkish. Il più recente Core PCE Price Index, la misura d’inflazione preferita dalla Fed, è risultato inaspettatamente elevato al 3,1% su base annua per maggio 2026. Questa inflazione persistente sta costringendo il mercato a riconsiderare la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi Fed nel corso dell’anno.
Posizionamento di mercato e strategia di trading
Questo cambiamento si riflette nei fed funds futures, che ora implicano una probabilità prossima al 50% di un rialzo di 25 punti base da parte della Fed entro la riunione di settembre. Ora tutti gli occhi sono puntati sul rapporto USA delle Nonfarm Payrolls di giugno in uscita questa settimana. Un altro dato occupazionale forte, simile alle robuste letture viste all’inizio dell’anno, probabilmente consoliderebbe queste aspettative hawkish e aggiungerebbe ulteriore forza al dollaro statunitense.
In questo contesto, riteniamo prudente posizionarsi per un’ulteriore debolezza di EUR/USD. L’acquisto di opzioni put sull’euro con scadenze a fine luglio o agosto offre un modo a rischio definito per beneficiare di un potenziale ribasso. Questa strategia consente ai trader di trarre vantaggio da un aumento della volatilità e della pressione ribassista, in particolare in vista della pubblicazione dei dati chiave sull’occupazione negli Stati Uniti.
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