L’indice dei prezzi nei negozi BRC del Regno Unito è aumentato dell’1,2% su base annua a giugno, risultando inferiore alla previsione dell’1,3%. Il dato indica un ritmo leggermente più contenuto dell’inflazione dei prezzi al dettaglio rispetto a quanto scontato dai mercati.
Lo scostamento di 0,1 punti percentuali lascia il tasso annuo all’1,2% rispetto alle attese dell’1,3%. Non sono stati forniti ulteriori dettagli di scomposizione nei dati di sintesi.
Implicazioni per la politica monetaria e i mercati valutari
L’inflazione dei prezzi nei negozi di giugno, inferiore alle attese, suggerisce che le pressioni sui prezzi al consumo si stanno attenuando più rapidamente del previsto. Riteniamo che ciò rafforzi le ragioni per cui la Bank of England potrebbe valutare un taglio dei tassi più avanti nel corso dell’anno. Questo dato si inserisce dopo l’ultimo rapporto dell’Office for National Statistics che ha mostrato un calo del CPI core al 2,9%, rafforzando un più ampio trend disinflazionistico.
Alla luce di ciò, stiamo posizionandoci per una possibile debolezza della sterlina britannica contro le principali valute, come il dollaro statunitense. Le attuali quotazioni di mercato sui futures SONIA implicano una probabilità del 55% di un taglio dei tassi entro il quarto trimestre, percentuale che ci aspettiamo aumenti dopo questo rilascio. L’acquisto di opzioni put su GBP/USD offre una strategia chiara, a rischio definito, per capitalizzare il previsto movimento al ribasso.
Opportunità nei mercati obbligazionari e azionari
Stiamo inoltre guardando al mercato dei titoli di Stato britannici, in particolare tramite i futures sui gilt. Storicamente, periodi di rapida discesa dell’inflazione, come nel 2014, hanno preceduto rally significativi dei prezzi dei gilt, poiché il mercato prezza una banca centrale più “dovish”. Vediamo valore nell’assumere posizioni lunghe sui futures dei gilt a lunga scadenza per beneficiare di rendimenti in calo.
Per le azioni britanniche, aspettative di tassi più bassi rappresentano un fattore positivo netto, soprattutto per i settori sensibili ai tassi come utility e immobiliare. Il FTSE 250, con una maggiore esposizione domestica, potrebbe beneficiare più del FTSE 100, maggiormente esposto a livello internazionale. Riteniamo che l’acquisto di opzioni call sull’indice FTSE 250 sia un modo efficace per ottenere un’esposizione con leva a un potenziale rally dei titoli più orientati al mercato britannico.
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