Micron Technology (MU) ha invertito le perdite iniziali lunedì, dopo essere scesa fino al 9,6% nella prima ora, per poi chiudere in rialzo dello 0,9% a 1.142 dollari. Il movimento è arrivato mentre il NASDAQ Composite guadagnava oltre il 2%, contribuendo a sostenere i titoli dei semiconduttori dopo la debolezza legata ai cosiddetti “Magnificent 7”. Le pressioni precedenti sono seguite agli annunci di Samsung Electronics e SK Hynix su nuova capacità produttiva, insieme all’emersione di una class action che accusa un presunto cartello sui prezzi delle DRAM che coinvolgerebbe Micron, Samsung e SK Hynix.
Depositata giovedì 25 giugno presso un tribunale federale della California, la causa sostiene che le tre società abbiano limitato l’offerta di DRAM durante il boom dell’AI e indica un aumento dei prezzi del 500%-700% in quattro anni. Separatamente, la Corea del Sud ha delineato un piano di espansione dei semiconduttori pubblico-privato da 518 miliardi di dollari, con Samsung e SK Hynix che prevedono due fab ciascuna nel sud-ovest del Paese. Jefferies prevede che i prezzi delle memorie potrebbero salire del 40%-50% nel prossimo trimestre e poi del 30%-40% nel trimestre successivo. Micron è scivolata intraday fino a 1.023 dollari, una variazione di oltre il 10% della capitalizzazione, e i livelli tecnici citati includono 960-1.000 dollari, 818 dollari e un potenziale movimento sopra 1.400 dollari; i punti di riferimento includono 1 maggio, 19 maggio, 9 giugno e 24 giugno.
Segnali tecnici e dinamiche del mercato delle opzioni
Consideriamo la maxi-inversione intraday del 10% di ieri su Micron come un importante segnale tecnico. Il titolo ha trovato un solido supporto sulla trendline inferiore, così come è accaduto più volte da maggio. Questo suggerisce che i compratori sui ribassi restano molto attivi e che il trend rialzista di breve rimane intatto.
Il mercato sta prezzando movimenti ampi, un contesto ideale per i trader di opzioni. La volatilità implicita a 30 giorni sulle opzioni Micron è balzata oltre il 65%, rispetto a una media del 40% del mese scorso. Lo interpretiamo come un’opportunità per operare sulle oscillazioni attese dei prezzi, più che sulla sola direzione.
Nel breve termine, riteniamo che il percorso sia orientato al rialzo grazie all’estrema tensione dell’offerta nel mercato delle memorie. Recenti report di TrendForce confermano che la domanda di chip HBM, cruciali per i server AI, è attesa in crescita del 150% su base annua, a supporto di previsioni di aumenti dei prezzi delle memorie nel breve di almeno il 40%. In quest’ottica, acquistare call con scadenza nei prossimi tre-sei mesi appare una strategia interessante per intercettare il potenziale movimento verso l’obiettivo di 1.400 dollari.
Svolte del ciclo dell’offerta e rischi di lungo periodo
Tuttavia, occorre prepararsi a un’inversione del ciclo. L’annuncio di quattro nuovi impianti in Corea del Sud è un chiaro segnale d’allerta: tra qualche anno potrebbe arrivare un forte incremento dell’offerta. Ricordiamo l’ultima “superciclo” delle memorie del 2017-2018, seguito da un crollo di quasi l’80% dei prezzi delle DRAM nell’anno successivo; per questo stiamo acquistando put di lunga scadenza per il 2028 come copertura.
La causa per presunto price-fixing rappresenta inoltre un serio rischio di lungo periodo che il mercato, al momento, sembra sottovalutare. Non è la prima volta che il settore affronta accuse di questo tipo: un caso rilevante a inizio anni 2000 si concluse con oltre 730 milioni di dollari di multe per i principali operatori. Qualsiasi segnale che questa nuova azione legale stia guadagnando slancio dovrebbe essere interpretato come un indicatore per aumentare le posizioni ribassiste.
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