Il mercato valutario asiatico dovrebbe iniziare la settimana con un tono più debole, sotto pressione per le perdite nei titoli azionari legati all’AI e per il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che stanno sostenendo il Dollaro. La precedente ondata di vendite sulle posizioni affollate in AI e semiconduttori ha frenato l’appetito per il rischio nella regione e, se dovesse proseguire, il canale “sentiment azionario” resterebbe un fattore di freno per l’intero comparto.
Con il rischio geopolitico tornato al centro dell’attenzione, il greggio è atteso in gap rialzista all’apertura di lunedì, complicando il quadro per la regione. Un prezzo del petrolio più sostenuto eroderebbe parte del sollievo di cui hanno beneficiato gli importatori di oil dopo il precedente arretramento del Brent. Le valute asiatiche a più alto beta, incluso il KRW, potrebbero restare sotto pressione se le borse regionali dovessero rimanere deboli, lasciando il FX asiatico esposto a una debolezza generalizzata finché il sentiment di rischio non si stabilizzerà.
Rafforzamento del Dollaro e rischi per le valute asiatiche ad alto beta
Riteniamo che le prossime settimane favoriranno un Dollaro USA più forte in un contesto di “risk-off”. Il recente arretramento del 4,5% del NASDAQ 100, innescato da una vendita sulle operazioni affollate legate all’AI, sta mettendo sotto pressione il sentiment. In questo ambiente, gli asset rifugio come il biglietto verde diventano più appetibili.
Di conseguenza, ci posizioniamo per una fase di debolezza delle valute asiatiche ad alto beta, in particolare del won sudcoreano. Stiamo valutando l’acquisto di opzioni call sul cambio USD/KRW, che ha già superato il livello chiave di 1.410. Il movimento riflette la pressione sull’azionario regionale e la sensibilità della Corea del Sud sia al sentiment sul tech sia ai prezzi dell’energia.
Tensioni geopolitiche, prezzi del petrolio e strategie sulla volatilità di mercato
Il riacutizzarsi delle tensioni USA-Iran è un altro fattore chiave, che questa mattina ha spinto i future sul Brent in rialzo di oltre il 3% a 92,50 dollari al barile. Questo annulla il recente sollievo per i Paesi importatori di petrolio e aumenta ulteriormente la pressione al ribasso sulle loro valute. Stiamo quindi valutando anche posizioni corte sulle divise di altri importatori di greggio.
Nel complesso, l’incertezza di mercato suggerisce che la volatilità sia essa stessa un trade. Con l’indice VIX in risalita oltre 18, vediamo opportunità nell’uso di opzioni per sfruttare le oscillazioni attese dei prezzi. Ci aspettiamo che la volatilità implicita sulle principali coppie valutarie asiatiche resti elevata nel breve termine.
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