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Il WTI si mantiene vicino a 70 dollari mentre le tensioni con l’Iran e i segnali su Hormuz tengono i trader del petrolio con il fiato sospeso

by VT Markets
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Jun 29, 2026

Il WTI è stato scambiato vicino a 70,00 dollari lunedì, lasciando il greggio sostanzialmente invariato dopo un sell-off di quasi il 25% nelle ultime tre settimane. La precedente discesa si è fermata mentre nuove ostilità tra Stati Uniti e Iran e messaggi contrastanti sullo Stretto di Hormuz hanno mantenuto i mercati cauti. Secondo alcune indiscrezioni, le due parti avrebbero concordato di interrompere i reciproci attacchi dello scorso fine settimana, ma le prospettive di una ripresa dei colloqui restano poco chiare: Axios ha citato funzionari statunitensi secondo cui le discussioni sono in calendario per questa settimana, mentre il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che non è previsto alcun incontro con i team tecnici statunitensi.

L’incertezza riguarda anche l’accesso a Hormuz. Le autorità iraniane hanno affermato che le navi possono transitare liberamente se in possesso dell’autorizzazione dell’Iran, e Gharibabadi ha scritto che Iran e Oman esercitano la sovranità sulla via d’acqua, aggiungendo che di recente si sono incontrati per discutere del traffico. CNN ha riferito che la US Navy ha revocato l’allerta per le navi a “significativamente elevata”, mentre l’UKMTO ha innalzato il livello di minaccia a “sostanziale” dopo i recenti attacchi a navi commerciali, secondo Euronews. La precedente ritirata aveva annullato la maggior parte dei guadagni precedenti poiché i progressi nei colloqui di pace USA-Iran avevano alimentato le aspettative di una rapida riapertura di Hormuz.

Tensioni geopolitiche e incertezza di mercato

Con il greggio West Texas Intermediate stabile attorno a 70 dollari, vediamo il mercato in un punto di svolta cruciale. Il significativo calo dei prezzi del 25% nelle ultime settimane sembra essersi interrotto a causa di un rinnovato attrito geopolitico. Questo crea un equilibrio teso tra momentum ribassista e la possibilità di un forte rialzo guidato dai titoli.

Stiamo monitorando molto da vicino la situazione nello Stretto di Hormuz. I livelli di allerta elevati della US Navy e delle autorità marittime britanniche non sono semplice rumore di fondo; segnalano un rischio reale di interruzione dell’offerta attraverso un collo di bottiglia che gestisce circa un quinto del consumo mondiale di petrolio. Qualsiasi ulteriore escalation tra Stati Uniti e Iran potrebbe far salire bruscamente i prezzi, indipendentemente dai fondamentali più ampi.

Fondamentali di mercato e strategie sulla volatilità

Nonostante queste tensioni, notiamo che i recenti dati fondamentali indicano una debolezza del mercato. Proprio la scorsa settimana, l’Energy Information Administration (EIA) ha riportato un inatteso aumento delle scorte di greggio di 3,7 milioni di barili, suggerendo una domanda più morbida del previsto. Ciò è in linea con le recenti previsioni globali dell’IEA, che ha rivisto al ribasso l’outlook di crescita della domanda per il 2026, citando un rallentamento nelle principali economie.

Anche le decisioni dell’OPEC+ continuano a essere un fattore determinante nel fornire un “pavimento” ai prezzi. Il recente accordo per estendere i tagli volontari alla produzione per 2,2 milioni di barili al giorno offre un certo sostegno contro un crollo completo delle quotazioni. Tuttavia, questa misura potrebbe non essere sufficiente a innescare un nuovo rally senza un cambiamento significativo del quadro della domanda o un vero shock dell’offerta.

Dato il mix di segnali contrastanti, riteniamo che l’approccio migliore sia negoziare la volatilità attesa piuttosto che prendere una direzione netta. Questo mercato è pronto per un movimento significativo e strategie in opzioni come straddle o strangle potrebbero risultare efficaci. Queste posizioni trarrebbero profitto da un’ampia oscillazione dei prezzi in entrambe le direzioni, scenario che appare più probabile rispetto al protrarsi dell’attuale fase laterale.

Storicamente, abbiamo visto fiammate geopolitiche simili causare improvvisi e marcati picchi dei prezzi, come accaduto all’inizio del 2022. Sebbene il quadro fondamentale della domanda appaia debole, un singolo incidente nello Stretto di Hormuz potrebbe facilmente rendere questo aspetto irrilevante nel breve termine. Pertanto, mantenere una certa protezione al rialzo tramite opzioni call sembra prudente, anche per chi ha una visione ribassista di lungo periodo.

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