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L’Iran avverte su Hormuz in vista dei colloqui con gli USA; WTI in lieve calo tra crescenti rischi in Medio Oriente

by VT Markets
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Jun 29, 2026

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che solo Teheran detiene la responsabilità per lo Stretto di Hormuz e ha avvertito che qualsiasi tentativo di utilizzare una rotta alternativa attraverso la via d’acqua innescherebbe “tensione ed escalation”, secondo Aljazeera. Separatamente, Axios ha riferito che Stati Uniti e Iran hanno concordato domenica scorsa di fermare gli attacchi e di incontrarsi martedì a Doha, in Qatar, per affrontare la disputa su Hormuz. Funzionari statunitensi hanno affermato che Washington e Teheran “si fermeranno per ora” dopo uno scambio di colpi nei pressi della via d’acqua negli ultimi giorni.

In Libano, Hezbollah ha accusato l’esercito israeliano di violare il cessate il fuoco lanciando domenica diversi attacchi in varie aree del sud, aggiungendo che sta monitorando le presunte violazioni e si riserva il diritto di difendere il Paese e la sua popolazione. Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato che un accordo quadro trilaterale tra Libano, Israele e Stati Uniti “non passerà” e “non sarà implementato”, sostenendo che non garantisce i diritti del Libano. Sui mercati, il WTI era in calo dello 0,48% a circa 69,80 dollari al momento della stesura.

Tensioni geopolitiche e impatti sul mercato del petrolio

Stiamo osservando un mercato del petrolio in stato di massima allerta, in equilibrio tra il potenziale di progressi diplomatici e il rischio di un conflitto militare. I colloqui programmati a Doha offrono un percorso verso la de-escalation, ma la fermezza del linguaggio iraniano sul controllo dello Stretto di Hormuz mantiene elevate le tensioni. Il lieve calo del WTI intorno a 69,80 dollari suggerisce che i trader sono cautamente ottimisti, ma restano posizionati per una fase di volatilità.

Un fallimento dei colloqui di Doha comporta un significativo rischio rialzista per i prezzi del petrolio. Circa il 21% dei consumi globali di liquidi petroliferi transita attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendo qualsiasi interruzione una minaccia critica per l’offerta. Basta guardare agli attacchi alle petroliere nel Golfo dell’Oman nel 2019, che provocarono un balzo del 4% in una sola seduta, per capire quanto rapidamente il mercato possa reagire alle ostilità in questa regione.

D’altro canto, un negoziato di successo potrebbe spingere i prezzi al ribasso, man mano che il premio per il rischio geopolitico si dissolve. I dati recenti dell’Energy Information Administration (EIA) del 24 giugno 2026 hanno mostrato un inatteso aumento delle scorte di greggio USA di 2,3 milioni di barili, indicando che l’offerta sottostante è solida. Una svolta diplomatica sposterebbe l’attenzione del mercato su fondamentali più deboli, potenzialmente riportando il WTI verso la fascia centrale dei 60 dollari.

Strategia di trading ed eventi chiave da monitorare

Considerato questo rischio binario, sconsigliamo di assumere una semplice posizione direzionale. Riteniamo che l’approccio migliore sia operare sulla volatilità attesa, acquistando contratti di opzioni. Un long straddle, che prevede l’acquisto sia di una call sia di una put con lo stesso strike e la stessa scadenza, è una strategia adeguata per beneficiare di un forte movimento di prezzo in entrambe le direzioni.

L’attenzione è rivolta a contratti con scadenza tra fine luglio e inizio agosto 2026. Questo orizzonte temporale offre una finestra sufficiente affinché l’esito dei colloqui e gli eventuali sviluppi successivi vengano incorporati nei prezzi di mercato. Monitoriamo da vicino i livelli di volatilità implicita, poiché rappresentano la stima del mercato sulle oscillazioni dei prezzi e determinano il costo di queste opzioni.

Nei prossimi giorni, gli eventi più critici da seguire saranno eventuali dichiarazioni ufficiali delle delegazioni statunitense o iraniana a Doha. Osserveremo inoltre un’eventuale intensificazione della presenza militare nei pressi della via d’acqua e i report settimanali sulle scorte API ed EIA. Questi elementi saranno cruciali per orientarsi in quella che si preannuncia una fase molto intensa per i mercati petroliferi.

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