EUR/USD Prosegue il Rally tra le Evoluzioni in Medio Oriente e le Attese sui Tassi della BCE che Guidano i Mercati

by VT Markets
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Jun 29, 2026

EUR/USD prolunga i rialzi, i mercati guardano al Medio Oriente e alle attese sulla BCE

L’EUR/USD ha esteso i guadagni per la terza seduta consecutiva, scambiando in area 1,1390 nelle ore asiatiche di lunedì, mentre l’Euro è rimasto esposto a qualsiasi spostamento verso la domanda di beni rifugio che potrebbe sostenere il Dollaro USA sulle notizie dal Medio Oriente. L’attenzione era rivolta alle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che Reuters ha riportato che le due parti hanno concordato una pausa delle ostilità nel Golfo e la riapertura dei colloqui sullo Stretto di Hormuz. La mossa è seguita a ritorsioni dopo che giovedì un ordigno iraniano ha colpito una nave cargo e a reciproche accuse di violazioni del cessate il fuoco provvisorio del 17 giugno; le delegazioni dovrebbero incontrarsi in Qatar martedì.

I mercati hanno inoltre monitorato le aspettative sulla politica della Banca Centrale Europea, mentre il calo dei prezzi dell’energia ha attenuato le preoccupazioni inflazionistiche di breve periodo. Le simulazioni di Commerzbank indicano che l’inflazione di fondo resterà vicina al 3% fino a fine anno anche con petrolio e gas più bassi, poiché le imprese trasferiscono ai consumatori le pressioni sui costi accumulate, e prevede un ultimo rialzo dei tassi a settembre. In termini di struttura del mercato FX, nel 2022 l’Euro ha rappresentato il 31% delle transazioni globali in valuta con un turnover medio giornaliero superiore a 2,2 trilioni di dollari, mentre l’EUR/USD copre una quota stimata del 30% di tutti gli scambi, seguito da EUR/JPY al 4%, EUR/GBP al 3% ed EUR/AUD al 2%.

Rischi geopolitici e strategie di volatilità di breve periodo

Con la coppia EUR/USD che mostra forza in area 1,1390, stiamo seguendo da vicino i colloqui USA-Iran previsti per domani, 30 giugno. Un esito diplomatico positivo potrebbe indebolire l’attrattiva di bene rifugio del Dollaro USA, spingendo la coppia più in alto. Tuttavia, qualsiasi rottura di questi colloqui rappresenta un rischio significativo di “flight to safety”.

La volatilità implicita sulle opzioni EUR/USD a breve termine è salita all’8,2% da una media mensile del 6,5%, segnalando che il mercato si prepara a un movimento marcato. Riteniamo che i trader dovrebbero valutare strategie come straddle o strangle per sfruttare l’atteso aumento dell’ampiezza dei movimenti di prezzo, indipendentemente dalla direzione. L’esito dei colloqui in Qatar sarà probabilmente il catalizzatore immediato.

Prospettive di politica BCE e posizionamento di mercato di medio termine

Al di là della geopolitica, vediamo un quadro di supporto da parte della Banca Centrale Europea. Gli ultimi dati Eurostat mostrano che l’inflazione core HICP dell’Eurozona è rimasta elevata al 2,9% in maggio, rafforzando l’idea che sia in arrivo un ulteriore rialzo dei tassi. Ci stiamo posizionando in questa direzione valutando derivati che beneficiano di un Euro più forte nel terzo trimestre.

I mercati dei futures prezzano attualmente una probabilità del 70% di un ultimo rialzo da 25 punti base da parte della BCE entro la riunione di settembre. Queste attese “hawkish” dovrebbero continuare a fornire un sostegno di fondo all’Euro. Suggeriamo di considerare opzioni call sull’EUR/USD con scadenze più lunghe per ottenere esposizione a questa potenziale forza guidata dalla politica monetaria.

Questo contrasta con la situazione negli Stati Uniti, dove l’ultimo Core PCE Price Index è sceso al 2,7%, un livello ampiamente entro la tolleranza della Federal Reserve. Questa crescente divergenza di policy, con una BCE ancora restrittiva e una Fed neutrale, è una ragione chiave della nostra visione rialzista sull’Euro nel medio termine. Ciò rende la coppia EUR/USD una posizione long interessante sullo sfondo di un allentamento delle pressioni sui prezzi USA.

Alla luce di questa divergenza, stiamo anche valutando interest rate swap e contratti a termine che beneficiano dell’ampliamento del differenziale dei tassi tra Eurozona e Stati Uniti. I dati chiave da monitorare saranno la prossima lettura dell’inflazione dell’Eurozona e qualsiasi forward guidance da parte dei funzionari BCE. Un periodo prolungato di rendimenti europei più elevati rispetto a quelli USA potrebbe verosimilmente attrarre flussi di capitale verso l’Euro.

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