I dati della US Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno mostrato che le posizioni nette non commerciali sul petrolio sono scese a 114,6 mila contratti dai 124,5 mila della rilevazione precedente. Il movimento indica una postura speculativa long più contenuta nel periodo di riferimento.
L’ultimo livello rappresenta un calo di 9,9 mila contratti rispetto alla settimana precedente. Le cifre si riferiscono al posizionamento CFTC sul petrolio da parte dei trader non commerciali.
Posizionamento speculativo e cambiamenti del sentiment di mercato
Stiamo osservando una riduzione significativa della convinzione rialzista tra gli speculatori, con le posizioni nette long in calo di quasi 10.000 contratti a 114,6 mila. Si tratta della seconda settimana consecutiva di flessione, a suggerire un trend più ampio di prese di profitto o un riposizionamento verso una visione più ribassista. Questo cambio di sentiment avviene anche mentre il WTI resta poco sotto la soglia di 78 dollari al barile.
Questa cautela probabilmente deriva dai recenti segnali dell’economia globale, in particolare dopo che l’ultimo Caixin PMI manifatturiero della Cina è sceso a sorpresa a 49,8, indicando contrazione. Anche la Federal Reserve ha segnalato l’intenzione di mantenere i tassi invariati fino a fine anno, alimentando i timori di un rallentamento della crescita e di una domanda di carburanti più debole. L’EIA ha recentemente ridotto la stima di crescita della domanda globale per la seconda metà del 2026 a soli 1,1 milioni di barili al giorno, rafforzando queste preoccupazioni.
Timori sulla domanda, fattori dal lato dell’offerta e risposte tattiche
I rischi dal lato dell’offerta, incluse le recenti tensioni marittime in prossimità dello Stretto di Hormuz, per ora vengono oscurati dai timori sulla domanda. L’ultima riunione OPEC+ si è conclusa con la decisione di mantenere gli attuali livelli di produzione, senza fornire un nuovo catalizzatore rialzista che il mercato sperava di vedere. In assenza di nuove minacce sul fronte dell’offerta, gli operatori si concentrano sull’indebolimento del quadro dei consumi.
Storicamente, un rapido calo delle posizioni speculative long, come quello osservato nel quarto trimestre del 2025, ha preceduto una correzione dei prezzi del 10-15% nel mese successivo. Lo interpretiamo come un segnale per ridurre l’esposizione long direzionale e considerare strategie che beneficiano di una fase di consolidamento o di un moderato ribasso. La vendita di call spread out-of-the-money per incassare premio è una strategia interessante, poiché la volatilità implicita è risalita al 34%.
Nelle prossime settimane monitoreremo i dati settimanali sulle scorte per confermare un potenziale aumento degli stock di greggio negli Stati Uniti, che avvalorerebbe questa svolta ribassista. Una rottura decisa al di sotto della media mobile a 50 giorni, attualmente a 76,50 dollari per il WTI, costituirebbe per noi un trigger tecnico per avviare posizioni short tattiche. Per ora, un’impostazione neutrale o prudentemente ribassista è la risposta più opportuna.
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