Gli strategist FX di OCBC hanno affermato che l’oro sta tentando una stabilizzazione dopo il brusco sell-off, con i prezzi tornati sopra quota 4.000 dollari grazie all’emergere di acquisti sul ribasso. Il movimento è seguito a un allentamento delle pressioni derivanti dal dollaro e dai rendimenti reali, insieme a un lieve ridimensionamento delle attese di ulteriore restrizione da parte della Fed, ma la banca ha descritto la struttura di mercato più ampia come fragile e ancora legata a una lettura “hawkish” dei tassi.
Secondo OCBC, i rimbalzi potrebbero esaurirsi finché i mercati continueranno a prezzare un rischio significativo di ulteriori rialzi Fed; un recupero più duraturo richiederebbe cali più chiari dei rendimenti reali, un disinnesco delle aspettative di rialzo dei tassi e una stabilizzazione delle liquidazioni dagli ETF. L’oro è stato visto l’ultima volta intorno a 4.028, con momentum giornaliero lievemente ribassista poiché il calo dell’RSI ha rallentato in prossimità della zona di ipervenduto. Il supporto è indicato a 3.960 e 3.820, quest’ultimo al ritracciamento di Fibonacci del 76,4% dal minimo di agosto al massimo del 2026; le resistenze si collocano a 4.100 e 4.160 (61,8% di Fibonacci) e a 4.280 in area media mobile a 21 giorni.
L’oro trova un supporto temporaneo in un contesto di rendimenti in evoluzione
Stiamo osservando l’oro cercare di ritrovare un punto d’appoggio dopo il forte sell-off, con alcuni acquirenti che tornano sul mercato ora che il prezzo è di nuovo sopra la soglia dei 4.000 dollari. Questo sollievo temporaneo deriva da un lieve ripiegamento del dollaro USA e dei rendimenti reali. Ad esempio, il rendimento dei Treasury indicizzati all’inflazione (TIPS) decennali è sceso a 2,15%, offrendo al metallo un po’ di respiro.
Tuttavia, restiamo prudenti perché l’impostazione complessiva rimane fragile e non si tratta di un’inversione confermata. I verbali della Fed relativi alla riunione di inizio mese hanno ribadito un orientamento hawkish, sottolineando la necessità di mantenere una politica restrittiva finché l’inflazione non sarà saldamente sotto controllo. Finché i mercati continueranno a prezzare questo scenario di tassi “più alti più a lungo”, è probabile che eventuali rally dell’oro vengano venduti.
Prospettive per le strategie di trading e principali trigger di rischio
Nelle prossime settimane, vediamo opportunità nella vendita di opzioni call o nell’impostazione di bear call spread mentre l’oro si avvicina alle resistenze in area 4.100 dollari e poi 4.160. Questa strategia è coerente con la nostra view secondo cui i rimbalzi tenderanno a essere di breve durata finché non ci sarà un chiaro cambiamento nelle aspettative sulla politica della Fed. Storicamente, i prezzi dell’oro sono rimasti compressi nelle fasi di rendimenti reali elevati, in modo simile a quanto visto a fine 2023 prima che iniziassero a consolidarsi le aspettative di tagli.
Dall’altro lato, la vendita di put in prossimità del supporto a 3.960 dollari potrebbe essere un modo per incassare premio, scommettendo che i recenti acquisti sul ribasso difendano questo livello. Occorre cautela con questo approccio, poiché i dati continuano a mostrare dismissioni da parte degli investitori dagli ETF sull’oro, con le detenzioni globali in calo di altre 25 tonnellate lo scorso mese. Questo indica, al momento, una mancanza di forte convinzione istituzionale sul metallo.
La nostra tesi potrebbe cambiare se vedessimo i rendimenti reali scendere con decisione sotto il 2% o se i prossimi dati macro costringessero il mercato a prezzare tagli dei tassi in anticipo. Finché non assisteremo a un’inversione sostenuta dei deflussi dagli ETF e a un tono più morbido da parte dei funzionari Fed, riteniamo che il percorso di minore resistenza resti laterale o al ribasso. L’evento chiave da monitorare sarà il prossimo report CPI di metà luglio.
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