GBP/USD in lieve rialzo vicino a 1,3200, con l’inflazione USA più debole che compensa le turbolenze politiche nel Regno Unito

by VT Markets
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Jun 26, 2026

GBP/USD ha scambiato con lievi rialzi in area 1,3200 nelle prime ore della sessione europea di venerdì, mantenendo un’impostazione positiva per la seconda seduta consecutiva durante le ore asiatiche ma restando sotto il massimo intraday del giorno precedente. Il movimento è seguito a un tono più morbido dei dati sull’inflazione USA che ha ridotto le attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, dopo che l’Indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti continuava comunque a segnalare pressioni inflazionistiche persistenti. Un accordo di pace provvisorio USA–Iran firmato all’inizio del mese ha contribuito a riportare il petrolio greggio sui livelli prebellici e il dollaro USA ha ritracciato dai massimi da maggio 2025, mentre i rischi legati a un attacco a una nave nello Stretto di Hormuz continuavano a sostenere la domanda per la valuta rifugio.

La performance della sterlina a inizio giugno è stata oscurata dall’incertezza politica nel Regno Unito nonostante una decisione hawkish della Bank of England. La BoE ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% il 18 giugno con un voto 7–2, con l’inflazione dei servizi vicino al 3,7%, eppure il GBP/USD è sceso di circa tre figure da area 1,3450 a un minimo plurimensile vicino a 1,3150, dopo aver toccato i minimi di novembre 2025 intorno a 1,3140 mercoledì, prima di stabilizzarsi in prossimità di 1,3200. Keir Starmer si è dimesso il 22 giugno e i mercati sono ora concentrati su Andy Burnham come probabile successore e su chi ricoprirebbe l’incarico di ministro delle Finanze, con Rachel Reeves attesa in uscita.

Sterlina indebolita da turbolenze politiche e volatilità

Stiamo osservando la sterlina in difficoltà attorno al livello di 1,3200, stretta tra le turbolenze politiche britanniche e le aspettative in cambiamento sui rialzi dei tassi USA. Le dimissioni di Keir Starmer hanno creato un vuoto di leadership che è ora il principale driver per la sterlina. Questo rischio politico sta oscurando completamente l’impostazione restrittiva della Bank of England, anche se gli ultimi dati dell’ONS mostrano che l’inflazione core nel Regno Unito resta ostinatamente elevata al 3,5%.

Questa incertezza si riflette chiaramente nel mercato dei derivati, dove la volatilità implicita a un mese del GBP/USD è schizzata oltre il 12%, un livello che non si vedeva dalle tensioni elettorali del 2024. Di conseguenza, ci aspettiamo che i premi delle opzioni rimangano elevati, suggerendo che i trader debbano prepararsi a oscillazioni marcate e imprevedibili. Qualsiasi notizia sulle possibili scelte di Andy Burnham per il gabinetto, in particolare per il Cancelliere dello Scacchiere, probabilmente innescherà movimenti di prezzo significativi.

Abbiamo visto un pattern simile, seppur più estremo, durante la competizione per la leadership del 2022, che alla fine portò a una crisi fiscale e a un crollo storico della sterlina. Sebbene la situazione attuale sia meno grave, resta un promemoria del fatto che i mercati puniscono una percepita mancanza di una chiara direzione fiscale. La differenza chiave oggi è che il partito di opposizione Reform UK è accreditato di un record del 19% secondo l’ultimo sondaggio YouGov, aggiungendo un ulteriore livello di complessità a qualsiasi calcolo elettorale futuro.

Dinamiche del dollaro USA e strategia operativa

Sul fronte opposto del cross, mentre gli ultimi dati PCE USA hanno mostrato un’inflazione core ancora al 2,8%, il mercato sta riducendo le scommesse su ulteriori rialzi della Fed. I futures sui Fed funds ora implicano solo una probabilità del 30% di un nuovo aumento dei tassi quest’anno, in calo dal 65% di un mese fa. Questa debolezza del dollaro fornisce un fragile supporto al GBP/USD, ma qualsiasi nuova fiammata geopolitica, come l’episodio di Hormuz, potrebbe facilmente invertire questa tendenza.

Alla luce di questo contesto, riteniamo che vendere la forza della sterlina sui rimbalzi verso l’area 1,3300-1,3350 rappresenti una strategia praticabile, poiché i venti contrari politici probabilmente limiteranno un apprezzamento significativo. Gli ultimi dati CFTC supportano questa cautela, mostrando che le posizioni nette speculative long sulla sterlina sono state ridotte di quasi il 40% soltanto nell’ultima settimana. L’uso di opzioni per definire il rischio, come l’acquisto di put o la costruzione di put spread, appare prudente finché non verranno confermati un nuovo Primo Ministro e un nuovo Cancelliere dello Scacchiere.

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