I prezzi dell’oro negli Emirati Arabi Uniti calano, mentre le scommesse su tagli dei tassi e gli acquisti delle banche centrali sostengono le prospettive

by VT Markets
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Jun 26, 2026

I prezzi dell’oro negli Emirati Arabi Uniti si sono leggermente indeboliti venerdì, secondo i dati di FXStreet. Il metallo è stato quotato a 473,26 AED al grammo, in calo rispetto ai 475,45 AED di giovedì, mentre il prezzo per tola è sceso a 5.519,92 AED da 5.545,58 AED. FXStreet ha inoltre stimato il costo a 4.732,54 AED per 10 grammi e a 14.719,60 AED per oncia troy, utilizzando prezzi internazionali convertiti tramite USD/AED; i valori vengono aggiornati quotidianamente al momento della pubblicazione e possono differire dalle quotazioni dei mercati locali.

L’oro è comunemente considerato una riserva di valore, una copertura contro l’inflazione e un bene rifugio quando i mercati sono turbolenti, e non dipende da un singolo emittente. Le banche centrali sono i maggiori detentori e nel 2022 hanno aggiunto 1.136 tonnellate, per un valore di circa 70 miliardi di dollari, secondo il World Gold Council. Nei mercati più ampi, l’oro spesso si muove in modo inverso rispetto al Dollaro USA e ai Treasury statunitensi, e può indebolirsi quando le azioni rimbalzano; la sua direzione tende inoltre a riflettere le aspettative sui tassi d’interesse e le oscillazioni di XAU/USD.

Movimento dei prezzi nel breve termine e driver macroeconomici

Consideriamo il lieve calo odierno dei prezzi dell’oro come una correzione temporanea più che come un cambiamento del trend sottostante. Alla luce delle persistenti tensioni geopolitiche e delle incertezze economiche, il ruolo dell’oro come asset rifugio resta pienamente intatto. Questa moderata debolezza potrebbe rappresentare un punto d’ingresso strategico in vista delle prossime settimane.

Il principale fattore che orienta la nostra view è la prospettiva sui tassi d’interesse, poiché l’oro tende a performare bene in un contesto di tassi più bassi. Il CME FedWatch Tool indica ora una probabilità del 75% di un ulteriore taglio dei tassi della Federal Reserve entro la fine del terzo trimestre 2026. Questa aspettativa di allentamento monetario è storicamente favorevole agli asset privi di rendimento come l’oro.

Questo scenario sui tassi sta esercitando pressione sul Dollaro USA, che ha una relazione inversa con l’oro. L’U.S. Dollar Index (DXY) tratta da diverse settimane sotto la soglia di 103 e un ulteriore calo renderebbe l’oro più conveniente per i detentori di altre valute. Riteniamo che questa dinamica fungerà da importante vento a favore per il metallo prezioso.

Domanda delle banche centrali e outlook sugli investimenti

Siamo inoltre confortati dalla domanda forte e costante delle banche centrali, che fornisce un solido “pavimento” ai prezzi. I dati del World Gold Council per il 2025 mostrano che le banche centrali a livello globale hanno aggiunto oltre 1.050 tonnellate alle riserve, segnando il terzo anno consecutivo di acquisti su livelli prossimi a quel record. Questo flusso di acquisti istituzionali aiuta ad assorbire eventuali correzioni temporanee del mercato.

Alla luce di questo contesto, ci stiamo posizionando per una volatilità al rialzo nelle prossime settimane. Riteniamo che l’acquisto di opzioni call sui principali ETF sull’oro offra il miglior profilo rischio/rendimento. Ciò consente di beneficiare di un potenziale movimento ascendente alimentato dai tagli attesi dei tassi, limitando rigorosamente il rischio di ribasso al premio pagato.

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