USD/JPY si è mosso in un range ristretto nella sessione asiatica di venerdì, scambiando appena sotto 162,00 vicino a un massimo di quattro decenni, e restando avviato verso il secondo rialzo settimanale consecutivo. La coppia è rimasta pressoché invariata dopo i dati sull’inflazione di Tokyo, con l’Ufficio di Statistica del Giappone che ha segnalato un CPI headline di Tokyo in aumento all’1,7% su base annua a giugno dall’1,4% precedente. Il CPI core, al netto dei beni alimentari freschi, è salito all’1,6% dall’1,3%, mentre la misura che esclude sia i beni alimentari freschi sia l’energia è avanzata al 1,9% dall’1,6%.
Lo yen ha faticato a trovare un supporto duraturo, con il differenziale dei tassi Giappone–USA che mantiene al centro l’attività di carry, mentre le tensioni in Medio Oriente hanno aggiunto un ulteriore elemento di pressione. Le notizie secondo cui i Pasdaran (IRGC) iraniani avrebbero attaccato una nave cargo battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz hanno sostenuto la domanda di dollaro USA, sebbene le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi della Federal Reserve quest’anno si siano attenuate. Le speculazioni su un possibile intervento delle autorità giapponesi a sostegno della valuta hanno limitato l’estensione del movimento, lasciando USD/JPY contenuto ma con bias rialzista.
Differenziali di tasso e dinamiche del carry trade
Alla luce del momentum rialzista di USD/JPY, riteniamo che eventuali correzioni debbano essere considerate come opportunità di acquisto nelle prossime settimane. Il driver principale resta l’ampio differenziale dei tassi tra Stati Uniti e Giappone, che incentiva il finanziamento in yen per investire in dollari a rendimento più elevato. Questo quadro fondamentale suggerisce che il percorso di minore resistenza è un proseguimento del rialzo della coppia.
Riteniamo che il gap dei tassi continuerà a sostenere questa strategia, poiché l’attuale Federal Funds Rate si colloca intorno al 4,75% mentre il tasso di policy della BoJ è solo allo 0,50%. Questo differenziale di 425 punti base continua ad alimentare il carry trade, rendendo oneroso posizionarsi contro il dollaro. I dati storici mostrano che finché questo ampio divario persiste, lo yen è verosimilmente destinato a rimanere sotto pressione.
Rischi di intervento e considerazioni geopolitiche
Tuttavia, con la coppia vicino a un massimo quarantennale in area 162,00, il rischio di un intervento improvviso e violento da parte delle autorità giapponesi è estremamente elevato, in modo simile ai movimenti osservati nel 2024. Per gestire questo rischio, privilegiamo l’acquisto di opzioni call su USD/JPY, che consente di beneficiare di ulteriori rialzi limitando la perdita massima al premio pagato. Questo approccio ci protegge da un crollo improvviso dei prezzi della coppia innescato da un intervento.
Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz stanno inoltre alimentando la domanda di dollaro USA come bene rifugio, fornendo un ulteriore pilastro di supporto alla coppia. Questo rischio, combinato con la minaccia di intervento, mantiene elevata la volatilità implicita nel mercato delle opzioni. Sebbene ciò renda più costoso acquistare call, lo consideriamo un costo necessario per navigare in sicurezza queste condizioni di mercato.
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