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USD/CHF arretra dal massimo da inizio anno mentre i rendimenti scendono e aumentano i rischi di inversione tecnica

by VT Markets
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Jun 26, 2026

USD/CHF è sceso giovedì, in calo dello 0,34% nella sessione nordamericana, mentre l’avanzata di sei giorni del Dollaro USA ha perso slancio insieme al calo dei rendimenti dei Treasury, nonostante un solido dato sull’inflazione Core PCE statunitense. La coppia scambiava sotto 0,8100 dopo aver toccato mercoledì un massimo da inizio anno a 0,8139, con l’azione dei prezzi che ora suggerisce un possibile segnale di inversione.

Dal punto di vista tecnico, la recente accelerazione ha prodotto una figura di “tweezer top”, che segnala il rischio di un ritracciamento verso 0,8000. Il momentum viene ancora descritto come rialzista, mentre l’Indice di Forza Relativa (RSI) è salito sopra 70 e la successiva flessione indica che i venditori stanno guadagnando terreno. Il primo supporto si colloca a 0,8050 e poi a 0,8000; in caso di rottura, l’attenzione si sposta su 0,7910, dove il minimo giornaliero del 17 giugno converge con la SMA a 200 giorni. La resistenza è vista a 0,8100: un ritorno sopra tale livello rimetterebbe in vista 0,8139, prima di 0,8200.

I segnali tecnici indicano debolezza nel breve termine

Alla luce del rallentamento del momentum su USD/CHF, consideriamo la formazione “tweezer top” un chiaro segnale di potenziale debolezza di breve periodo. L’incapacità della coppia di mantenere i guadagni sopra 0,8100, anche a fronte di solidi dati sull’inflazione USA, suggerisce che il recente rally sia in esaurimento. Questo set-up tecnico offre una chiara opportunità per posizioni ribassiste nelle prossime settimane.

Riteniamo che i trader su derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put con strike a o sotto i livelli di supporto 0,8050 e 0,8000. Scadenze luglio 2026 e agosto 2026 offrirebbero un orizzonte temporale sufficiente perché il ritracciamento atteso possa svilupparsi. Il ripiegamento dell’RSI dai livelli di ipercomprato sopra 70 rafforza ulteriormente questa impostazione ribassista di breve.

I dati di mercato e i parallelismi storici supportano un bias ribassista

Questa lettura è rafforzata dagli attuali dati di mercato. Nonostante il Core PCE statunitense di maggio 2026 sia stato pubblicato oggi sopra le attese al 3,1%, il rendimento del Treasury decennale USA è sceso in modo inatteso al 4,21%. Tale divergenza suggerisce che i mercati possano essere più preoccupati per un potenziale rallentamento, riducendo l’appeal del dollaro.

Inoltre, i recenti commenti “hawkish” della Banca Nazionale Svizzera (SNB) sull’esigenza di contenere l’inflazione aggiungono una motivazione fondamentale alla forza del franco svizzero. Per chi cerca un approccio più conservativo, la vendita di un bear call spread con strike corto sopra il massimo da inizio anno di 0,8139 potrebbe risultare efficace. Questa strategia genera profitto se la coppia scende, si muove lateralmente o anche sale leggermente, purché rimanga sotto tale resistenza chiave.

Abbiamo già visto questo schema su USD/CHF. Una configurazione simile si è verificata nel quarto trimestre del 2023, quando un rally marcato ha portato l’RSI in ipercomprato, seguito da una correzione significativa di oltre il 4% nell’arco di più settimane. La storia suggerisce che, una volta che il momentum cambia dopo un movimento così forte, il ritracciamento può essere rapido e profondo.

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