L’Indice del Dollaro USA si attestava vicino a 101,60 mercoledì, sui massimi di un anno, con i mercati concentrati sulla pubblicazione di giovedì del Price Index delle Spese per Consumi Personali (PCE) USA alle 8:30 EST. Il dato PCE di maggio viene monitorato per verificare se i maggiori prezzi del petrolio legati alla guerra tra USA e Israele contro l’Iran si siano trasferiti sull’inflazione core, contesto che potrebbe rendere i rendimenti dei Treasury USA inclini a movimenti bruschi dopo il dato. In calendario USA seguono PIL e richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.
Sul fronte FX G10, l’EUR/USD è scivolato verso 1,1360, vicino a un minimo di un anno, prima di rimbalzare da 1,1325, mentre il GBP/USD oscillava intorno al minimo di un anno a 1,3160 dopo che il PMI composito “flash” del Regno Unito di S&P Global è sceso a 49,4 a giugno da 49,7 e il PMI servizi è calato a 48,7, minimo di 41 mesi. L’USD/JPY è salito a 161,80; l’AUD/USD è sceso sotto 0,6890 dopo che l’inflazione CPI australiana si è raffreddata al 4,0% a maggio dal 4,2% di aprile, contro attese al 4,4%, anche se l’inflazione “trimmed mean” è salita al 3,6% dal 3,4%. Tra le materie prime, il WTI è arretrato verso 70,00, minimo di tre mesi, e l’oro è sceso sotto i 4.000 dollari a 3.980. Venerdì sono attesi il CPI di Tokyo e il dato finale sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Prospettive sul dollaro USA e strategie sul G10
Alla luce della forza del dollaro USA in vista del dato chiave odierno sull’inflazione, ci aspettiamo una volatilità significativa nelle prossime settimane. Un PCE elevato probabilmente spingerà l’Indice del Dollaro più in alto, rafforzando l’impostazione “higher-for-longer” della Federal Reserve. Ci posizioniamo di conseguenza valutando strategie in opzioni che beneficiano di un ampio movimento dei prezzi, poiché una sorpresa sul PCE storicamente muove i rendimenti dei Treasury a 2 anni di 5-10 punti base quasi istantaneamente.
L’euro fatica a recuperare terreno nonostante i toni hawkish della Banca Centrale Europea, segnale che il mercato resta concentrato esclusivamente sulla Fed. Riteniamo prudente vendere opzioni call su EUR/USD, poiché il forte trend del dollaro dovrebbe limitare eventuali rimbalzi. Questa divergenza, in cui l’atteggiamento restrittivo di una banca centrale viene ignorato, suggerisce un sentiment ribassista radicato sulla coppia.
Per la sterlina britannica, vediamo una debolezza persistente dovuta sia all’incertezza politica sia a dati macro morbidi. Il recente PMI servizi “flash” sceso a 48,7, minimo di 41 mesi, indica il rischio di una contrazione economica che potrebbe trascinare GBP/USD più in basso. Stiamo valutando l’acquisto di opzioni put per proteggerci da un’ulteriore discesa sotto l’area 1,3160.
Lo yen giapponese resta sotto forte pressione, con USD/JPY in test di livelli d’intervento intorno a 161,80. Sebbene il trend sia chiaramente rialzista, il rischio di un intervento improvviso delle autorità giapponesi è molto elevato. Preferiamo utilizzare opzioni call per partecipare a un ulteriore rialzo, limitando le perdite potenziali in caso di brusca inversione di più yen, evento frequente durante gli interventi passati.
I segnali contrastanti sull’inflazione in Australia, con il dato headline in rallentamento ma l’inflazione di fondo ancora vischiosa, aumentano l’incertezza sull’AUD/USD. I prossimi dati sull’occupazione saranno lo spartiacque per la prossima mossa della Reserve Bank of Australia. Stiamo guardando a strategie di strangle sulla coppia per trarre beneficio da un breakout in entrambe le direzioni dopo la pubblicazione.
Mercati delle materie prime e beni rifugio
Sulle materie prime, sia il petrolio sia l’oro affrontano venti contrari legati alla forza del dollaro. Con l’allentarsi delle tensioni in Medio Oriente, vediamo il premio per il rischio sul WTI continuare a riassorbirsi, anche se gli ultimi dati EIA hanno mostrato un calo delle scorte di 2,5 milioni di barili. Stiamo valutando put spread sull’oro, che fatica sotto la soglia dei 4.000 dollari, penalizzato dalla prospettiva di tassi d’interesse elevati più a lungo.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.